ConfAlberghi, 'bene fiducia capitali globali, ora una legge per favorire aggregazioni'

(ANSA) - ROMA, 21 LUG - Acquisizioni per 370 milioni di euro, di cui 200 milioni legati a progetti di riconversione immobiliare e quasi l'80% degli investitori istituzionali, dei private equity e dei family office pronti a aumentare la propria esposizione sugli hotel italiani nei prossimi 12-24 mesi. Sono i dati che emergono dall'ultimo report di JLL Italia su 'Italian Hotel Investment Outlook and Strategy Survey' e che portano Confindustria Alberghi a esprimere grande soddisfazione per un interesse che non riguarda più solo le grandi città, ma si estende a nuove destinazioni, dal Lago di Como alla Sicilia, e che vede l'ingresso di capitali provenienti da Asia, Medio Oriente e Sud America. "Sono dati che confermano quanto il nostro Paese sia oggi al centro dell'attenzione degli investitori globali - dichiara in una nota Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi - e questo è un ottimo segnale per tutto il comparto turistico italiano. Ma proprio questa crescita di interesse deve spingerci a fare chiarezza su un punto: l'Italia è il primo Paese in Europa per numero di hotel, ma resta tra i mercati con la più bassa percentuale di penetrazione delle catene, con una prevalenza di strutture indipendenti e a conduzione familiare. È una ricchezza identitaria che va preservata, non ostacolata per evitare il rischio che la frammentazione del settore, unita a passaggi generazionali sempre più complessi, spinga molte imprese familiari a cedere il passo a capitali privi di qualsiasi legame con il territorio, anziché crescere e aggregarsi restando italiane". Per questo Confindustria Alberghi torna a sollecitare "l'introduzione di una misura contro la frammentazione dimensionale delle imprese del settore: una norma che, attraverso la rivalutazione dei beni strumentali - materiali e immateriali, incluso l'avviamento - consentirebbe alle imprese alberghiere e termali di rafforzare i propri bilanci, attrarre capitali e affrontare i passaggi generazionali attraverso l'aggregazione". "La leadership internazionale dell'ospitalità italiana - conclude Fabri - si costruisce anche dando alle nostre imprese, spesso piccole e familiari, gli strumenti per crescere di dimensione, modernizzare il proprio patrimonio e competere alla pari con i grandi gruppi internazionali, senza perdere ciò che ci rende unici nel mondo. Una norma come quella contro la frammentazione dimensionale andrebbe esattamente in questa direzione: favorire l'aggregazione tra imprese italiane, tutelandone l'anima e l'identità. Solo così potremo continuare ad attrarre capitali internazionali restando protagonisti, e non spettatori, della crescita del nostro settore". (ANSA).
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








