Con 'Jumpers - Un Salto tra gli Animali', "Pixar torna alla sua essenza"

Intervista a Daniel Chong, regista del nuovo cartone sui castori in uscita il 5 marzo

(di Lucia Magi) (ANSA) - EMERYVILLE, 28 FEB - Il nuovo cartone animato targato Pixar ha rischiato di essere l'ennesimo sui pinguini. "Quando mi hanno chiesto di sviluppare il mio progetto, nel 2020, volevo assolutamente fare un film su di loro. Non so perché, ma durante la pandemia disegnavo pinguini in continuazione", racconta all'ANSA il regista e disegnatore Daniel Chong durante una visita agli studi di Emeryville, vicino a San Francisco. "Ho presentato l'idea al direttore creativo dello studio, Pete Docter, e lui mi ha gentilmente risposto: 'Grazie, ma ne abbiamo abbastanza dei pinguini'". Pennuti e ghiacciai sono finiti nel cassetto, insieme a schizzi e bozzetti. Al loro posto, il 5 marzo 2026 arriverà nelle sale 'Jumpers - Un Salto tra gli Animali', diretto da Chong, prodotto da Nicole Paradis Grindle ('Gli Incredibili 2', 2018) e con una colonna sonora originale firmata da Mark Mothersbaugh. I protagonisti non hanno le ali, ma denti affilati, code piatte e pellicce marroni: sono castori. Al centro della storia c'è la 19enne Mabel, una ragazza appassionata di natura, pronta a tutto pur di salvare uno spazio verde in cui fin da piccola trovava la calma insieme alla nonna. Quella placida radura lungo il torrente è minacciata dal sindaco, che vuole costruirci un grande ponte di cemento per garantirsi la rielezione. "In città nessuno sembra interessarsi al problema - spiega Grindle all'ANSA durante l'intervista negli studi californiani - La soluzione arriva quando la ragazza si imbatte in un laboratorio dove degli scienziati conducono un esperimento segreto: estrarre la coscienza umana e trasferirla in robot dalle sembianze animali, per studiare la fauna senza interferire". Nel corpo di un castoro, Mabel diventerà "una specie di Giovanna D'Arco" delle creature del bosco, che la aiuteranno come non avevano voluto fare i suoi concittadini umani. "Non sono un grande amante della natura, ma amo disegnare gli animali", scherza Chong. Accantonati i pinguini, ha avuto un'altra ispirazione. "Mi è capitato di guardare documentari in cui animali robot vengono immessi nell'ambiente, con telecamere negli occhi, per spiare la fauna. Ho pensato fosse divertente che gli esseri umani cerchino di inserirsi in una società animale", spiega il regista, che dopo aver lavorato alla Pixar come storyboard artist su 'Bolt', 'Cars 2' e 'Inside Out', si è affermato con un concept complementare a quello di 'Jumpers'. È lui che ha creato per Cartoon Network il fortunato cartone animato 'We Bare Bears: Siamo solo orsi', con tre fratelli orsi che cercano goffamente di integrarsi tra l'umanità della Baia di San Francisco usando tecnologia e social media. La scelta di eleggere i castori a protagonisti è arrivata quando Chong ha letto che gli scienziati stavano reintroducendo questi animali nel parco nazionale dello Yellowstone per salvare l'ecosistema. "I castori costruiscono dighe e stagni. Quando c'è acqua, tornano anche gli altri animali e la natura intorno ricresce. Sono straordinari. E sono troppo carini". La gestazione del 30° lungometraggio uscito dagli studi co-fondati da Steve Jobs (proprietà Disney dal 2006) è stata lunga. "Abbiamo lavorato a questo film per sei anni. Ci hanno messo mano circa 400 persone. Prima di cominciare la produzione, abbiamo fatto ricerca, visitato parchi, ascoltato scienziati, costruito modellini e plastici, scritto e riscritto la storia", precisa la produttrice. Il risultato è un film pieno di azione, gag tra animali, personaggi teneri e spiritosi, con pochi discorsi moraleggianti. Per Chong è un ritorno all'essenza dello studio: "Se chiedi oggi cos'è un film Pixar, molti diranno: 'È un cartone che ti fa piangere'. Io penso invece che la chiave sia il divertimento. I film con cui sono cresciuto - 'Toy Story', 'Monsters & Co.', 'A Bug's Life' - erano esilaranti. Si rideva tantissimo e si amavano i personaggi. L'emozione è una parte importante dell'equazione, certo. Ma tutto parte dalla comicità". Ed Catmull, che fondò gli studi insieme al papà della Apple, diceva che "un film Pixar è un film che rende le persone migliori - ricorda Grindle - Forse 'Jumpers' è un po' diverso dagli ultimi che abbiamo firmato. Ma vi renderà migliori". Con la crisi ambientale trattata come una questione secondaria dai governi, e fenomeni naturali violenti che si ripetono ovunque, la dedizione e il coraggio che i castori mostrano per difendere il loro bosco sullo schermo non lasciano impassibili. Secondo il regista, "'Jumpers' parla della nostra relazione con la natura. Ma è anche una storia su come uniamo le forze tra noi, perché abitiamo tutti lo stesso pianeta; siamo tutti animali. Questo messaggio di comunità oggi mi sembra particolarmente necessario". (ANSA).

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