Cacciatori trovati morti, bracciante 'io c'ero e ho sparato'

Ammissione prima di essere indagato e senza l'avvocato, silenzio col Pm

(ANSA) - CATANIA, 16 FEB - "Quella mattina c'ero, ero lì e ho partecipato alla sparatoria" che sarebbe scaturita da "un iniziale incidente". Sono le ammissioni fatte da A. S., il 52enne bracciante agricolo indagato dalla Procura di Patti nell'inchiesta sulle morti di tre cacciatori sui Nebrodi del Messinese. I fratelli Davis e Giuseppe Pino, di 26 anni e 44 anni, di San Pier Niceto, e Antonio Gatani, di 82 anni di Patti sono stati trovati senza vita con ferite da arma da fuoco il 28 gennaio scorso nei boschi di Montagnareale. Un'ammissione, confermata da fonti giudiziarie, non pienamente utilizzabile sul piano processuale perché resa dall'uomo prima di essere indagato e fatta senza la presenza di un legale, perché in quel momento non necessaria. Poi il 52enne, alla presenza dei suoi difensori, gli avvocati Tommaso Calderone e Filippo Barbera, all'interrogatorio reso davanti al procuratore Angelo Cavallo e alla sostituta Roberta Ampolo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei prossimi giorni, l'uomo, indagato per omicidio, sarà interrogato nuovamente, in attesa del risultato di una serie di esami balistici in corso da parte dei Ris. "Speriamo che in quella sede - afferma il procuratore Cavallo che nelle prossime settimane lascerà l'incarico a Patti per andare a dirigere la Procura di Termini Imerese - l'indagato decida di rispondere alle nostre domande o ci dia una sua ricostruzione di quello che è accaduto". La Procura ritiene di avere un quadro chiaro sulla dinamica dell'accaduto, che sarebbe stata confermata dagli esami balistici e dall'autopsia e anche dalle prime ammissioni del 52enne. Da cui si aspetta una piena collaborazione alle indagini. (ANSA).

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