Ca' Foscari alle Seychelles per studiare le difese naturali delle coste

L'università veneziana fa parte del progetto di ricerca europeo 'Seastrong'

(ANSA) - VENEZIA, 15 SET - Sono partite dalle Seychelles le attività di 'Seastrong', progetto europeo al quale partecipa anche l'università Ca' Foscari di Venezia, che si interroga sulla capacità di coralli, mangrovie e praterie di fanerogame marine di proteggere le coste tropicali dall'azione delle onde. Alla prima fase ha partecipato uno dei coordinatori del progetto, Alessio Rovere, docente di Geografia fisica e geomorfologia, che ha da poco terminato la missione nell'arcipelago tropicale. Finanziata dai partner oltreoceano, ha avuto lo scopo di istruire il personale della Seychelles Parks and Gardens Authority e della Seychelles Islands Foundation sui metodi che saranno impiegati per misurare la capacità degli ecosistemi costieri di dissipare l'energia delle onde. Una formazione che consentirà alle organizzazioni locali di partecipare direttamente alla raccolta e all'analisi dei dati nel corso del progetto. Per parte propria, Ca' Foscari realizzerà 'gemelli digitali' tridimensionali degli ambienti studiati, ricostruzioni dettagliate che permetteranno di analizzare come la forma e la struttura di coralli, mangrovie e praterie marine influenzino il movimento dell'acqua. Queste informazioni saranno integrate con i dati raccolti sul campo, che serviranno a calibrare e validare i modelli idrodinamici delle aree di studio, verificandone la capacità di riprodurre ciò che avviene in natura. Una volta validati, i modelli permetteranno di simulare scenari futuri, modificando virtualmente l'estensione e le caratteristiche degli ecosistemi. Si potrà così stimare l'effetto del cambiamento climatico e del degrado degli habitat, ma anche valutare i benefici di interventi di conservazione e ripristino. "Coralli, mangrovie e praterie formano sistemi connessi che possono ridurre l'energia delle onde e contribuire alla protezione delle comunità costiere - spiega Rovere -. Il nostro compito è misurare questa funzione e tradurla in modelli capaci di simulare scenari realistici, per capire quanto si perde quando un ecosistema viene degradato e quali benefici possono produrre interventi mirati di conservazione e ripristino". (ANSA).

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