Blitz anti-caporalato dei carabinieri nella Piana di Sibari, 20 fermi

(ANSA) - CATANZARO, 02 SET - Associazione per delinquere finalizzata all'intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, riduzione in schiavitù, estorsione, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Sono i reati contestati, a vario titolo, a 20 cittadini stranieri (18 pakistani, un indiano e uno del Bangladesh) destinatari di un decreto di fermo eseguito dai carabinieri su delega della Dda di Catanzaro. L'operazione, che ha avuto il suo epicentro nella Piana di Sibari, è stata condotta dai militari del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, con il supporto dei reparti territoriali dell'Arma nelle province di Cosenza, Napoli, Bologna, Sassari e Mantova. L'attività investigativa, avviata nel 2020, avrebbe fatto luce sull'esistenza di due distinte associazioni per delinquere, "interconnesse sul piano operativo" - spiegano gli inquirenti - nella Piana di Sibari. In particolare il primo sodalizio, guidato da cittadini stranieri, avrebbe esercitato un vero e proprio controllo monopolistico sulla manodopera agricola dell'intera area, riducendo i braccianti in uno stato di soggezione e servitù. I lavoratori venivano costretti a coabitare, fino a 20 persone contemporaneamente, in alloggi fatiscenti, degradati, privi di riscaldamento, luce e gas nel centro storico di un Comune locale, per i quali l'organizzazione tratteneva forzosamente dai salari quote di 50-60 euro al mese. La seconda associazione a delinquere - hanno ricostruito gli inquirenti - sarebbe stata "promossa, organizzata e composta da soggetti italiani" ed era "finalizzata in via esclusiva al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" tramite "il sistematico aggiramento delle procedure governative connesse al decreto Flussi e al decreto Rilancio. (ANSA).
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