Auto sulla folla a Modena, 'Pm contestino la premeditazione a El Koudri'

(ANSA) - BOLOGNA, 06 AGO - "Ritengo che Selim El Koudri volesse coscientemente e cercasse proprio quello che ha commesso, ovvero una strage con più morti e feriti possibili, puntando anche il marciapiede affollato. La strage non è un gesto dovuto ai suoi asseriti disturbi psichici, ha anche cercato di rimettere in moto dopo lo schianto". Lo dice Deborah De Cicco, avvocato difensore di Giovanni Esposito, fratello di Monica, la donna di 55 anni "rimasta uccisa a seguito dell'attentato del 16 maggio" in centro a Modena, quando rimasero ferite altre sette persone. "Cerchiamo di fare distinzione tra uno eventuale stato emotivo, semmai presente, di frustrazione e isolamento ed un vero e proprio disturbo mentale che qui manca completamente. Con queste motivazioni - prosegue l'avvocato - il Gip all'esito dell'udienza ha disposto il carcere nei confronto dell'indagato, ritenendo la piena capacità". De Cicco dice di confidare che "la Procura contesti al più presto, se non lo ha ancora fatto, la premeditazione, perché sono già ravvisabili tutti gli elementi, a mio avviso. Le modalità operative, auto lanciata a velocità sulla folla, ricordano quelli di altri attentati similari di matrice islamista e già evidenziano una programmazione cosciente. La scelta della via Emilia nel sabato pomeriggio dello shopping non lascia dubbi, come la partenza da Ravarino a 30 km da Modena con un coltello in tasca che ha poi utilizzato verso i cittadini". "Attendiamo l'esito delle indagini e della perizia psichiatrica, ma confido, nell'interesse di tutte le famiglie coinvolte, soprattutto per i feriti e la povera Monica che emerga finalmente la verità e venga fatta giustizia", conclude. (ANSA).
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