Attentato Ranucci, avvocati Lavitola: "Voleva solo proteggere Ranucci da un attentato"
Valter Lavitola nel corso delle dichiarazioni spontanee davanti ai giudici del Riesame avrebbe ammesso che dall'amicizia con il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, derivava anche un vantaggio personale. "Ha parlato di un riscatto sociale di cui sentiva il bisogno dopo le note vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto. È stato un beneficio collaterale che non ha nascosto, ma diverso dal movente contestato dall'accusa", lo riferiscono gli avvocati Arturo e Sergio Cola alla stampa davanti piazzale Clodio, i due legali difendono l'ex editore de l'"Avanti!. "Valter Lavitola ha dato un mandato in bianco a Gomes che si è assunto la responsabilità del gesto. Gomes, essendo un esperto, ha fatto a modo suo. Il rapporto di amicizia tra Ranucci e Lavitola rimane molto sincero e il conduttore non sapeva nulla, né ha mai sospettato. Il movente politico è da escludere". La decisione del tribunale del Riesame sulla concessione degli arresti domiciliari per Lavitola ci sarà entro il 10 settembre.
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