Arisa a Sanremo, 'se ci fossero stati i social Mia Martini forse non sarebbe morta'

(ANSA) - SANREMO, 25 FEB - "Penso che se ci fossero stati i social, Mia Martini non sarebbe morta": lo dice Arisa in una conferenza stampa-confessione a Sanremo, raccontando i suoi momenti più bui e la sua rinascita. "Non ho mai nascosto nulla di me, né i periodi up né quelli down - racconta la cantante, in gara all'Ariston con Magica Favola - quando trovo una chiusura da parte del mondo, mi confido sui social". "Da quando sono piccola cerco l'amore. Ho avuto una serie di uomini che prima mi hanno portata alle stelle e poi mi hanno fatta schiantare con il culo a terra con un dolore incredibile. Ringrazio i miei genitori che non mi hanno mai mollata e fatta desistere", racconta. "Sono diventata una cantante perché volevo essere ascoltata. Gli anni lontana da Sanremo - sottolinea - mi sono serviti per capire che qualcosa non andava. Per me è importante arrivare al cuore delle persone con il messaggio". Vincitrice del Festival nel 2014 con Controvento e protagonista di un podio tutto al femminile nel 2012 (seconda dietro Emma e davanti a Noemi, terza), Arisa vedrebbe bene Elisa, suo punto di riferimento musicale, come prima direttrice artistica della storia del Festival. "Mi piacerebbe tantissimo che al festival ci fossero più donne, mi incuriosisce il fatto che ce ne siano sempre meno", dice. "Certamente siamo in un mondo che privilegia il maschile, ma le cose cambieranno, me lo sento: siamo in cammino verso il cambiamento e l'affermazione, ma dobbiamo essere forti, essere dalla nostra parte. In questi ultimi anni vedo sempre più complicità e voglia di starci vicine, di portare avanti con purezza e responsabilità questo sentimento di sorellanza". Per la serata cover ha scelto il brano manifesto di Fiorella Mannoia, Quello che le donne non dicono, "letto però in una accezione più angelica, come celebrazione della bellezza e della magia del femminile, non solo delle donne". "Il 17 aprile, che sarà un venerdì, uscirà il mio nuovo album di 14 tracce e si chiama 'Foto mosse'. Lì parlo di tutto ciò che mi ha fatto arrivare a 'Magica favola', parlo di una femminilità scomoda rispetto a certe dinamiche che iniziano a strami un po' strette. E' una profonda dichiarazione di libertà e indipendenza con la speranza di un futuro di felicità". (ANSA).
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