Anna Ammirati, 'per Tinto sono sempre stata la Monella'

"Mi diceva, la libertà va vissuta, non raccontata"

(di Francesco Gallo) (ANSA) - ROMA, 04 NOV - "L'ho sentito al telefono per salutarlo un anno fa. Lui sempre molto dissacrante, ma poi mi ha detto serio: Anna, di' sempre quello che pensi, non aver paura. Se ci penso adesso mi si stringe il cuore". Così un'Anna Ammirati commossa, raggiunta al telefono dall'ANSA, parla del suo rapporto con Tinto Brass con cui ha esordito nel film 'Monella' nel 1998. "Avevo solo diciannove anni - racconta -, è stato il mio esordio e da allora mi sono sempre portata dietro la consapevolezza di aver cominciato la carriera con un grande regista, un artista. Una persona che mi ha insegnato come si sta davanti a un obiettivo 50 mm, come non fare le smorfie e soprattutto la libertà. Mi diceva sempre: 'la libertà va vissuta, e non raccontata'". E ancora l'attrice, nata a Castellammare di Stabia il 1 gennaio 1979: "Brass era un uomo coltissimo, uno che aveva conosciuto Chabrol, Truffaut, Chagall. Ed era anche un grande montatore, uno dei pochi registi che sul set usava un linguaggio tecnico, non solo conosceva bene tutta la macchina cinematografica, ma era capace anche di scegliere i tessuti, i vestiti e tutto il resto, un grande perfezionista". Ma è vero che dopo il provino lei è sparita? "Sì, facevo l'accademia e mi ricordo che me ne andai a Los Angeles. Feci un viaggio con un'amica e un amico. Quando tornai lui mi chiamò ed era molto arrabbiato. Il fatto è che lui cercava una lolita, una ragazzina proprio come me. Mi ricordo che mi diceva 'tu sei la mia scugnizza', cioè una ragazzina senza malizia, non cercava affatto la donna provocante. Impazziva proprio perché ero una che se ne fregava. Mi ricordo addirittura che un giorno gli feci scoppiare una big babol in faccia". Come affrontò il film? "In realtà non conoscevo la sua filmografia, mi fidai totalmente di lui. Feci Monella senza conoscere i film del suo filone erotico. Vabbè, mi dicevo, faremo delle cose strane, sarò nuda, mi farà correre in mezzo ai girasoli con un teschio in mano, che ne so, pensavo a cose così. Monella - sottolinea ancora Anna Ammirati - è stato l'unico film vietato ai minori di 14 e non ai 18, perché lui disse che voleva proprio raccontare la storia di questa ragazzina, ovvero la Lolita di Nabokov". Un aneddoto su Tinto Brass? "Mi telefonava tutte le sere quando ero in albergo e diceva: "Devi dormire, non andare in giro perché domani sei sul set'. Era molto possessivo, perché ero giovanissima ed era geloso della sua protagonista, anche perché avevo tutto il film sulle mie spalle. Se succedeva qualcosa a me stavano nei guai. Mi ricordo un episodio divertente: c'era sul set un giovane assistente operatore, avrà avuto 23 anni, e Brass si accorse che ci guardavamo. Dopo una settimana quel ragazzo non c'era più sul set. Sì, Tinto era davvero molto protettivo". (ANSA).

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