Al Festival Aperto di Reggio Emilia, l'opera di Maurice Ravel 'L'heure espagnole'

(ANSA) - REGGIO EMILIA, 28 APR - C'è un repertorio che i teatri frequentano raramente: opere poco eseguite, commissioni inedite, titoli preziosi dimenticati. È la direzione intrapresa dalla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, che quest'anno propone l'opera di Maurice Ravel 'L'heure espagnole' in una nuova produzione realizzata con l'Accademia del Teatro alla Scala. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Ariosto il 3 maggio alle 18 e il 5 alle 20, nell'ambito di Extra Aperto / Reggio Parma Festival 2026. Dopo titoli come 'The Turn of the Screw', 'Alfred Alfred', 'La serva padrona' e 'My Name Is Floria', il percorso prosegue nel segno della riscoperta. La serata si apre con un Prologo originale di Mauro Montalbetti, nuova commissione del Festival Aperto, che introduce il pubblico nell'immaginario di Ravel a partire dalla sua casa-museo: un luogo sospeso tra realtà e fantasia, popolato da oggetti eccentrici e meccanismi imprevedibili, che si trasforma in una bottega di orologiaio. Nella Toledo immaginaria dell'opera, durante l'assenza del marito Torquemada, la vivace Concepción intreccia incontri e inganni con i suoi corteggiatori, tra pendole e malintesi. Ravel costruisce una commedia musicale raffinata, dove la precisione degli ingranaggi si scontra con il caos del desiderio. Non è una Spagna realistica, ma un mondo sospeso e grottesco, lontano da ogni folclore. La regia è di Manuel Renga: "In questa commedia fatta di nascondimenti e intrighi, abbiamo scelto di giocare a svelare il meccanismo. Del resto, di questo si tratta: tutti credono di governare il tempo, ma l'ora non appartiene a nessuno. Sul podio Francesco Bossaglia dirige l'Icarus Ensemble nella versione cameristica di Gabriel Grovlez e un cast di cinque giovani cantanti dell'Accademia del Teatro alla Scala: Saori Sugiyama (Concepción), Aldo Sartori (Gonzalve), Litai Zhuo (Torquemada), Akilbek Piyazov (Ramiro) e Xhieldo Hyseni (Don Iñigo Gomez). (ANSA).
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