Addio a Vincenzo D'Agostino, il paroliere di Gigi D'Alessio

(di Angelo Cerulo) (ANSA) - NAPOLI, 18 FEB - La musica italiana piange la scomparsa di Vincenzo D'Agostino, il poeta che ha saputo tradurre l'anima di Napoli in versi universali. L'artista si è spento ieri sera all'Ospedale del Mare a causa di una crisi respiratoria degenerata in arresto cardiaco, mentre affrontava una battaglia contro un aggressivo tumore polmonare. A 64 anni (ne avrebbe compiuti 65 il 15 settembre), D'Agostino lascia un grande vuoto e un'ampia eredità artistica: una carriera quarantennale costellata da oltre 3.600 brani e 20 milioni di dischi venduti, capaci di unire la tradizione classica partenopea ai vertici del pop nazionale e ai moderni record dello streaming. Il suo percorso artistico, cominciato negli anni Ottanta all'ombra del Vesuvio, ha trovato la sua massima espressione nel sodalizio storico con Gigi D'Alessio che ha prodotto alcune delle hit più celebri del musicista e cantante napoletano, tra cui "Annarè", "Cient'anne", "Non mollare mai", "Mon Amour" e "Como suena el corazon". Una partnership vincente che si è affermata anche al Festival di Sanremo con i brani "Non dirgli mai" (2000), "Tu che ne sai" (2001), "L'amore che non c'è" (2005) e "Respirare" (2012) cantato da D'Alessio in coppia con Loredana Bertè. Il legame profondo tra D'Agostino e D'Alessio sarà presto celebrato anche sul grande schermo nel biopic "Solo se canti tu" diretto da Luca Miniero, dove l'attore Renato De Simone presterà il volto al paroliere in un racconto che include gli ultimi brani inediti firmati dalla storica coppia. E ieri sera Gigi D'Alessio, su FB, ha pubblicato la frase 'Senza Parole' con un cuore spezzato e la foto col paroliere. La versatilità di D'Agostino (camera ardente oggi, dalle 12 alle 19 nella Chiesetta Santi Giovanni e Paolo, funerali domani nella Parrocchia Santi Giovanni e Paolo in PiazzaOttocalli) lo ha visto collaborare con interpreti di più generazioni, da Mario Merola e Nino D'Angelo a Gigi Finizio e Gianni Fiorellino (tra i tanti), oltre a firmare sigle per programmi cult come "Amici" e "Un medico in famiglia", e a ricoprire il ruolo di direttore artistico del Festival di Castrocaro. Il suo talento ha saputo attraversare le generazioni trovando una sintonia anche con il pubblico più giovane grazie al fenomeno globale di "Rossetto e caffè", il brano interpretato da Sal Da Vinci che ha scalato le classifiche digitali diventando un successo virale senza precedenti. E Da Vinci sui social: "Il poeta dell'amore ci ha lasciati, in punta di piedi se ne è andato, grazie Vincé, grazie per aver dato voce alla mia musica, facendola vivere con le tue parole, le tue poesie, grazie per aver condiviso con me tante belle cose...Vivrai nel mio cuore e soprattutto nella mia voce per sempre". Sono tante le testimonianze sui canali social di esponenti del mondo dello spettacolo. Il cantautore Andrea Sannino scrive: "Quelli come te, Vincenzo, non muoiono, passano alla storia. Questo popolo non ti dimenticherà...Tu sei linguaggio e noi continueremo a parlarti e a cantarti". Anche negli ultimi mesi di sofferenza, il paroliere non ha mai abbandonato la sua missione creativa. Proprio pochi giorni fa è stata pubblicata "Comme si bella", una commovente dedica alla figlia Melania composta insieme col genero Gianni Fiorellino, che rimane oggi come il suo testamento artistico più intimo. (ANSA).
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