Acca Larentia, 'non sussiste pericolo ricostituzione partito fascista'

(ANSA) - ROMA, 02 APR - "Non vi è dubbio che 'la chiamata del presente' e il 'saluto romano', siano inquadrabili nell'alveo dell'art. 5 della Legge Scelba; si tratta certamente di un rituale immediatamente e notoriamente idoneo ad evocare la 'liturgia' delle adunanze fasciste e il regime conseguentemente instaurato. Tuttavia, come precisato dalla Suprema Corte, non basta per ritenere sempre e comunque configurato il reato, poiché è necessario appurare, in concreto, la sussistenza di elementi di fatto idonei a dare concretezza al pericolo di 'emulazione' insito nel reato". E' quanto si legge nelle motivazioni con cui il gup di Roma il 20 febbraio scorso ha prosciolto 29 persone coinvolte nell'indagine sui saluti romani ad Acca Larentia nel gennaio del 2024. Per il giudice nel caso in esame il pericolo di ricostituzione del partito fascista è, in concreto, insussistente". Nelle motivazioni si afferma, inoltre, che "dall'analisi degli elementi descrittivi del fatto, non emerge che la riunione, attraverso l'utilizzo della simbologia di matrice fascista, abbia inteso diffondere contenuti riconducibili a odio razziale, o a discriminazione etnica o a propaganda suprematista". (ANSA).
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