Abbattuti i tigli di piazzale Baiamonti, Giovanni Storti sale sulla cancellata per fermare le ruspe

di Miriam Romano 
Le forze dell’ordine dispiegate dentro e fuori il giardino. Motoseghe e camion pronti per raccogliere i resti degli alberi.  A nulla sono valse le proteste dei comitati che da mesi si battono per salvare lo spazio verde. Questa mattina sono stati abbattuti i due tigli e il nespolo di piazzale Baiamonti. Alle 7.30 sono iniziate le operazioni che si sono concluse nel giro di un paio di ore.  Sul posto si sono precipitati  una ventina di ambientalisti per cercare di salvare all’ultimo le piante. A dare l’allarme una signora che abita di fronte al giardino. “Alle cinque del mattino ho visto la polizia mobilitarsi e ho capito che stava per accadere qualcosa”. A protestare anche Giovanni Storti, comico del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che ha provato a scavalcare la cancellata. “L’ennesimo imbroglio della giunta, cosiddetta “Green”, che aveva detto che avrebbe salvato gli alberi - commenta il capogruppo dei Verdi in Comune, Carlo Monguzzi, che si è unito sul posto alla protesta -. Abbiamo provato a fermare l’abbattimento, ma la polizia ci ha fermati e ora gli alberi non ci sono più”. Un cesto di foglie e rami sono il ricordo simbolico degli alberi che gli ambientalisti hanno raccolto. C’è chi propo
ne di “regalarli” in segno di protesta all’assessora al Verde, Elena Grandi.Tutto era cominciato la scorsa primavera con la battaglia per salvare il glicine. Un ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale chiedeva di adottare misure specifiche per tutelare gli alberi e preservarli nella loro collazione attuale. Domenica una fiaccolata di circa 200 persone e poi la riunione delle Commissioni consiliari cultura e ambiente, che sarebbero dovute servire per dissuadere il Comune dal procedere con l’abbattimento. Ma nulla è valso. Oggi i tigli non ci sono più .

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