Detective all’Usl 2, la deputata Scarpa: «Benazzi spieghi, ipotesi danno erariale»

La parlamentare dem attacca l’ex direttore generale dell’Ulss 2 per il caso “007”: «Saltati i profili di trasparenza e fiducia, è così che vuole fare il sindaco?», Balsarin (Anaao): «Clima da caccia alle streghe, aspettiamo con ansia l’incontro del 20»

Federico Cipolla
L'esterno della Cittadella della salute
L'esterno della Cittadella della salute

«C’è un brutto clima di caccia alle streghe. Con voci che escono che sanno di pettegolezzo. In queste condizioni è difficile lavorare». A parlare è Antonio Balsarin, referente all’Ulss 2 per Anaao Assomed, una delle sigle sindacali dei medici.

Medici dell’Usl 2 spiati dagli investigatori privati: in Procura almeno 3 casi
L'ingresso della Cittadella della salute a Treviso

In questi giorni il Ca’ Foncello e tutte le strutture della Ulss sono state travolte dal caso degli investigatore privati ingaggiati dall’ex dg Benazzi. Dalla ricerca dei furbetti, al sentirsi tutti spiati il passo è brevissimo. E a quanto riferisce Balsarin il clima è proprio quello nelle Ulss in questi giorni. «C’è molta confusione e mi lasciano allibite le modalità di gestione e le motivazioni. Ora stanno uscendo cose che sanno di pettegolezzo, a questo aspettiamo il 20 agosto (il giorno fissato per l’incontro con i sindacati) per avere le risposte. Spero ci facciamo vedere la relazione, qualcosa di scritto. Basta con dichiarazioni e dettagli non provati che gettano discreto su tutti i lavoratori, conclude Balsarin.

A quanto si apprende i risultati dell’ispezione richiesta dalla Regione ancora non ci sono. I primi elementi emersi parlano di un controllo mirato su una decine di dipendenti - tra medici e infermieri - e fondato su sospetti specifici, per osservare al condotta dei lavoratori durante l’orario di servizio. Sospetti che sarebbe stati confermati dagli investigatori - che lavorano in maniera legittima - in almeno tre casi. Avrebbero impiegato parte del loro orario di lavoro negli ospedali pubblici per svolgere attività in libera professione in altre strutture sanitarie del territorio. Casi che sarebbero stati portati all’attenzione della Procura.

«Com’è possibile che la Regione, che vigila sulle aziende sanitarie, non ne fosse al corrente?» è l’intervento della deputata del Partito Democratica Rachele Scarpa. «Il datore di lavoro ha la responsabilità di tutelare il patrimonio aziendale, ma in questa vicenda sembrano essere saltati i profili di trasparenza e legalità dovuti nei confronti dei dipendenti, nel momento in cui si è scelto di intraprendere una strada così invasiva - anche affidandosi, secondo quanto risulta dagli atti, a uno schema di trattamento dati che includeva perfino le opinioni politiche, le convinzioni religiose e l’appartenenza sindacale dei lavoratori».

Per la deputata del Pd si potrebbe profilare anche un danno erariale. « Che esiti ha dato l’indagine, dopo un anno e 158.600 euro di fondi pubblici spesi? E se non ne ha dati - come sembra, visto che l’azienda stessa non li ha mai resi noti - che margine di danno erariale si è aperto?».

Ma l’attacco della deputata è rivolto anche allo stesso Franceso Benazzi, dg all’epoca dell’incarico. «Il management e il direttore generale che hanno la necessità di ricorrere a questi mezzi, sono all’altezza dei loro compiti? A maggior ragione alla luce del fatto che non sono state nascoste né smentite le ambizioni di Benazzi alla carica di primo cittadino, è questa la gestione del ruolo che dobbiamo aspettarci? Non ci interessano i nomi delle persone eventualmente coinvolte, che vanno tutelate. Ci interessa che emerga con chiarezza il motivo, perché sarebbe grave se si fosse andati per dossierare i lavoratori della sanità pubblica che nella pandemia non abbiamo esitato a chiamare eroi».

 

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