Ztl occupa la caserma Piave Manildo: pericolo amianto

Sono tornati ad occupare, questa volta per restare. E' una sfida aperta alla giunta Manildo quella lanciata dal Collettivo Ztl Wake che ha scelto di aprire il centro sociale in via Monterumici, all'interno dell'ex caserma Piave, i
Per il Collettivo è la dodicesima occupazione. Questa volta però l'associazione non intende farsi cacciare o cedere: «Siamo stanchi di attendere bandi che non arrivano, ce ne andremo solo quando avremo le chiavi di un altro spazio» incalzano i due portavoce del gruppo, Gaia Righetto e Nicola Vendraminetto, «questa volta non basteranno le promesse, oramai non ci crediamo più, ci hanno già presi in giro troppe volte. Dall'occupazione dell'ex Filt, da cui è iniziato il discorso dell'assegnazione degli spazi pubblici è passato più di un anno» continuano, «ma non si è mosso nulla».
Dietro le mura dell’ex caserma rifiuti, abbandono e anche pannelli di Eternit. «Il Comune non prenda come pretesto il fatto che ci sono questi rifiuti pericolosi per farci andare via» continuano, «piuttosto si preoccupi di rimuoverli, attorno a quest’area c’è gente che vive e lavora».
L’assessore ai lavori pubblici Ofelio Michielan ribatte: «L’Eternit era stato rimosso ma la zona deve essere stata utilizzata come discarica da qualche cittadino. Il materiale verrà portato via quanto prima».
Di lasciare lì il collettivo però, ad ora, non c’è alcuna intenzione. Ca’Sugana ha fatto scattare una diffida e intanto preme il collettivo chiamando in causa la pericolosità dello stabile. «Si tratta di una struttura pericolante che mette a repentaglio la loro incolumità», dice il sindaco Giovanni Manildo, «sappiamo tutti che quell'immobile deve essere riconsegnato alla cittadinanza ed è per questo che da tempo stiamo lavorando affinché possa realizzarsi al più presto un progetto di social housing. L'occupazione non è un metodo che condivido». Ma anche i bandi precedenti, quelli che hanno assegnato alle associazioni l'ex Filt e l'ex Actt sotto il cavalcavia della stazione (escludendo Ztl) fanno discutere. A distanza di mesi, non si è mossa foglia.
«Ho provato a contattare il Comune la scorsa settimana, mi è stato detto che deve ancora essere definita la convenzione per l'assegnazione e di attendere. È ridicolo», spiega Monica Tiengo di Marca Lab, uno dei vincitori del bando. Il collettivo è determinato a non interrompere il dialogo con il Comune, anzi: rilancia l'ipotesi di un confronto urgente. Intanto, alla Piave, è scattato il toto nome per il «centro sociale». E si ipotizza il coinvolgimento dei residenti, a due passi da lì vive anche Gentilini.
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