Simone travolto dall’auto guidata dalla nonna, la lettera d’addio delle maestre: «Che dono conoscerti»

Nella chiesa di Sant’Alberto di Zero Branco il funerale di Simone Cheralu, morto a un anno e dieci mesi in seguito ad un incidente nel giardino di casa. Il saluto delle educatrici del nido: «Continua a splendere, sorridere e giocare tra le nuvole»

Savina Trevisiol
Simone Chelaru, morto a un anno e dieci mesi
Simone Chelaru, morto a un anno e dieci mesi

Ci sono il ciuccio stretto prima di addormentarsi, il pupazzetto portato con sé e quei piccoli passi fatti con orgoglio ogni mattina per entrare da solo al nido: è il Simone Chelaru raccontato dalle sue maestre nel giorno dell’ultimo saluto nella mattinata di lunedì 13 luglio, il bambino di un anno e dieci mesi morto mercoledì scorso in via Tiveron a Zero Branco, investito dall’auto guidata dalla nonna in circostanze ancora da chiarire.

Nella chiesa di Sant’Alberto, sono state soprattutto le parole di Maria Pia, Tina, Marina, Claudia e Chiara a restituire l’immagine più intima del piccolo, affidando a una lettera i ricordi costruiti nella quotidianità, tra giochi, attività e momenti di riposo. «Abbiamo avuto il privilegio di conoscerti e il tempo trascorso insieme, anche se per un piccolo tratto di strada, è stato per noi davvero prezioso», hanno scritto. Un tempo breve, ma sufficiente per custodire ogni piccolo gesto. «La mattina, quando arrivavi al nido, volevi entrare da solo, camminando fiero, quasi a voler dimostrare che eri già grande».

Simone era curioso, pronto a mettersi in gioco e a partecipare con entusiasmo a ogni proposta. Poi arrivava il momento della nanna, quando si addormentava con il ciuccio e il pupazzetto stretti forte. Piccoli dettagli che lunedì, davanti al feretro bianco, hanno assunto il peso di una vita spezzata troppo presto.

«Eri un bambino propositivo, capace di trasmettere gioia a chi ti stava accanto. I tuoi occhi profondi, dolci e un po’ furbetti, erano sempre pieni di espressione». Le maestre hanno ricordato soprattutto i sorrisi di Simone, quelli che bastava incrociare il suo sguardo per ricevere e che riuscivano «a riempire il cuore di gioia e serenità».

Ad ascoltarle c’erano mamma Olga, papà Iurie, la sorellina Sofia e le nonne, circondati da centinaia di persone arrivate per stringersi alla famiglia. La chiesa non è riuscita a contenere tutti e molti sono rimasti sul sagrato, sulle panche sistemate all’esterno. Presente anche il sindaco Luca Durighetto.

A celebrare il rito ortodosso è stato padre Marius Kociorva, della Parrocchia ortodossa romena di Treviso, che ha richiamato i presenti alla speranza e alla fede nella resurrezione, ricordando il battesimo di Simone, i momenti felici della famiglia e le tante speranze cresciute attorno al piccolo. Anche l’amministrazione comunale ha espresso la vicinanza di tutta Zero Branco, «unita nel silenzio, nel ricordo e nel dolore». Alle maestre l’ultimo saluto: «È stato un dono immenso conoscerti, stringere la tua manina e accompagnare i tuoi piccoli passi. Buon viaggio piccolo grande angelo, continua a splendere, sorridere e giocare tra le nuvole».

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