Zerman, il presepe lo porta l’assessore: «È un diritto dei bambini»

MOGLIANO. Il sigillo finale alle polemiche? «Se non lo vogliono fare, glielo regaliamo noi», parola di assessore. Mentre la dirigente scolastica inviando una lettera ai genitori lamenta la strumentalizzazione politica del caso e protegge la scelta delle insegnanti, l’assessore comunale all’identità veneta Enrico Maria Pavan replica così: «Sono sicuro che la comunità moglianese, magari in accordo con il presidente di frazione Cillotto e i cittadini zermanesi, si attiverà fin da subito per donare il presepe alla scuola “Marco Polo” e mettere fine a tutta questa diatriba nel migliore dei modi, così che i bambini, le maestre e i dirigenti possano festeggiare il Natale con la gioia, l’amore e la socialità che proprio da questo simbolo vengono rappresentate. Resto fermo sulla mia posizione e sottoscrivo che il presepe è un simbolo che non si tocca».
Ieri pomeriggio, nel frattempo, si è svolto anche il tanto atteso incontro tra le insegnanti e i rappresentanti dei genitori, dal quale emerge la volontà di tutti di blindare, proteggere e tutelare l’ambiente scolastico dopo il caso mediatico sorto per la scelta di non fare il presepe. Malgrado le proteste, comprese anche quelle dell’associazione di quartiere, la linea della scuola elementareo non cambia. I rappresentanti dei genitori sono stati compatti nel difendere la scelta delle insegnanti. «Sposiamo in pieno ciò che le maestre hanno deciso di fare», commenta un papà a margine dell’incontro con le insegnanti e la preside. Nel frattempo però è anche il mondo cattolico a mobilitarsi, a tutti i livelli, sull’importanza di celebrare il Natale con il presepe nelle scuole. Si va dalle parole di Papa Francesco all’omelia domenicale di don Davide Giabardo, parroco di Zerman: «Il presepe», commenta il prelato, «è una ricchezza della nostra tradizione. Va spiegato, così come i musulmani possono spiegare a noi il Ramadan. “Se tu non la pensi come me, mi arricchisci”, diceva Dom Helder Camara. Un minestrone è buono quando ha tanti ingredienti dentro. Bisogna aggiungere non togliere, altrimenti non rimane niente. Buttiamo però via i fanatismi, se alle scuole non lo vogliono fare non serve fare tante battaglie».
È la linea che emerge anche tra i genitori. È di ieri, inoltre, la lettera alle famiglie a firma della dirigente scolastica che vale come una stilettata a distanza nei confronti dell’assessore Pavan: «Le inutili polemiche e le gravi strumentalizzazioni politiche realizzate sulla spinta di interessi di parte sono un danno per l’educazione dei nostri bambini che li priva del loro diritto ad avvicinarsi alle festività natalizie in un clima di serenità e di pace», scrive Daniela De Salvatore. «Queste parole», replica Pavan, «non fanno chiarezza, anzi sembra sia un modo per mettere in cattiva luce chi a gran voce ha richiesto, legittimamente, il presepe a scuola. Apprendo con tristezza dal comunicato della preside che è stata proprio una scelta didattica quella di non allestire il presepe a scuola, paradossale come anche il Miur Veneto ed altre Regioni sottolineino l’importanza didattica del presepe indicendo addirittura bandi e concorsi per finanziarne l’allestimento».
Alla fine, forse, il presepe alle “Marco Polo” arriverà lo stesso, portato da babbo Natale, in un pacco regalo, l’8 dicembre: promessa dell'assessore Pavan. —
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