«Zaia e Conte, basta parole evitate l’esodo di Ca’ Foscari»

«Scongiurare il taglio dei corsi universitari a Treviso». È l’appello lanciato ieri dall’ex parlamentare Pd Simonetta Rubinato, presidente dell’associazione Veneto Vivo e candidata alle regionali. Nel mirino il sindaco Mario Conte e il presidente della Regione Luca Zaia.
«Le ombre sulla permanenza dell’Università a Treviso si fanno più cupe perché la chiusura del distretto San Paolo (destinato alla vendita, ndr) con lo spostamento dei corsi di Ca’ Foscari nella sede di Palazzo Leonardo, da condividere con l’Università di Padova, comporterà inevitabilmente il taglio dell’offerta didattica, essendo gli spazi del tutto insufficienti. È necessario, a questo punto, l’intervento del Comune per mettere a disposizione di Ca’ Foscari spazi idonei al fine di scongiurare la chiusura dei corsi che tornerebbero a Venezia. Treviso non può perdere una sede universitaria importante come quella ospitata oggi nell’ex distretto militare: una perdita di tale portata graverebbe pesantemente, non solo sul tessuto sociale, giovanile e formativo, ma anche su quello economico del territorio».
Il rischio è concreto, per quanto in questi giorni siano in corso trattative e confronti l’ateneo veneziano ha già paventato la possibile riduzione dell’offerta che già negli anni scorsi aveva visto traslocare da Treviso i corsi di design della moda dello Iuav, con sonoro scorno di imprese e camera di commercio. E non solo.
«Treviso ha già detto addio qualche anno fa al corso di Laurea triennale in Disegno Industriale, trasferito a Vicenza, e al corso di laurea in Design della Moda, l’unico pubblico attivato in Italia nel settore, ritornato a Venezia» sottolinea infatti la Rubinato, «non possiamo permetterci che il corso appena attivato di laurea magistrale in Biotecnologie per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile e i corsi già consolidati di Linguistica Applicata, grazie ai quali Treviso si è fatta pioniera nello studio e nella didattica dedicata alla Lis e al cantonese, abbandonino la città per andare a Venezia».
«È opportuno che lo stesso presidente Zaia s’impegni, insieme l’amministrazione comunale di Treviso, a trovare una adeguata risoluzione della vicenda, assicurando la tenuta e lo sviluppo di tutti i corsi nella città, abbandonando l’atteggiamento pilatesco tenuto finora. E anche Confindustria faccia la sua parte» conclude la Rubinato. —
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