Zaccariotto contro il curatore fallimentare
GAIARINE. “Cucine Zaccariotto” difende il suo progetto imprenditoriale contro il curatore fallimentare della “Zaccariotto Mario”, che ha intrapreso da tempo un’attività legale volta alla restituzione dell’azienda. «Vogliamo difendere il nostro lavoro e i 32 posti sui 48 complessivi dell’azienda fallita», spiega la direzione di “Cucine Zaccariotto”, «La nostra proposta è stata seria sin dall’inizio: i soci hanno versato un capitale sociale di assoluto rilievo, pari a 750 mila euro. Il contratto d’affitto di azienda stipulato prevede, oltre al pagamento di un canone per l’affitto, anche l’offerta irrevocabile d’acquisto d’azienda alla scadenza e l’assunzione di 32 dipendenti con accollo di tfr, ferie e permessi».
Nonostante ciò il curatore fallimentare ha chiesto la restituzione dell’azienda. Finora sono stati emessi due provvedimenti del tribunale di Treviso che hanno rigettato tale pretesa del curatore e una sentenza dello stesso tribunale che ha invece accolto la richiesta. Attualmente si attende che a pronunciarsi sia la Corte di Appello di Venezia sul ricorso contro la sentenza di primo grado presentata ovviamente da “Cucine Zaccariotto”. Nonostante l’amarezza per la situazione la direzione tenta di andare avanti per la sua strada: «In attesa della sentenza si continua a lavorare e quando ci sarà l’asta intendiamo parteciparvi. Soprattutto di questi tempi, si dovrebbero elogiare quegli imprenditori che investono i propri risparmi per cercare di rilanciare le aziende garantendo contemporaneamente un risultato economico per il fallimento». Preoccupazione arriva dai sindacati: «Il nostro obiettivo primario è che siano preservati i posti di lavoro», afferma Cristian Dalla Pozza, della Fillea Cgil, «Invitiamo azienda e curatore a sedersi ad un tavolo e a trovare una soluzione sul canone d’affitto».
Claudia Stefani
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