Volontariato di pomeriggio a Treviso: il piano per prevenire il bullismo alle medie
Le realtà coinvolte sono cooperativa Solidarietà, residenze per anziani EnEa, Spazio Bisciò, Sant'Egidio, Matite colorate, Protezione civile. Angela Ferraro, preside delle Coletti: «Abbiamo già ricevuto 16 candidature fra i ragazzi, ma puntiamo a coinvolgere almeno una quarantina di studenti»

Volontariato per studenti delle medie, per prevenire il bullismo e scongiurare violenza e cattive strade: un paio di ore alla settimana nelle case di riposo, a supporto della Protezione civile o della comunità di Sant’Egidio. Il progetto è dell'istituto comprensivo Coletti, che l'ha realizzato in collaborazione con il Comune: già 16 gli alunni che si sono proposti per «il nuovo patto scuola-famiglia», citando la definizione scelta per l'iniziativa promossa dalla preside Angela Ferraro. «Un progetto con valenza preventiva ed educativa, non punitiva», mette in evidenza l'assessore all'Istruzione, Gloria Sernagiotto.
La sperimentazione interessa le medie Coletti e prevede che gli studenti svolgano un'esperienza formativa (trimestrale o semestrale) per un solo pomeriggio alla settimana (due ore) in una delle strutture in cui operano enti e associazioni che hanno aderito al patto. Dagli anziani al mondo della disabilità. «Abbiamo già ricevuto 16 candidature fra i ragazzi, ma puntiamo a coinvolgere almeno una quarantina di studenti. C'è stato un forte interesse per il mondo degli anziani», sottolinea Angela Ferraro, preside delle Coletti.
Le realtà coinvolte sono cooperativa Solidarietà, residenze per anziani EnEa, Spazio Bisciò, Sant'Egidio, Matite colorate, Protezione civile. Senza scordare le primarie dell'istituto comprensivo Coletti: gli alunni delle medie, come già nel precedente anno scolastico, saranno impegnati in attività di peer tutoring, quindi di supporto nell'apprendimento. Gli scolari che sposeranno il progetto potranno contare su un “contratto” personalizzato, che indicherà numero di ore, luoghi e mansioni da svolgere. «Se lo diciamo sotto voce, il progetto ha le caratteristiche di un “servizio civile volontario”. Ci piacerebbe gratificare, in qualche modo, gli alunni coinvolti. Di sicuro nel voto in condotta, ma sto anche cercando fondi per assicurare piccole borse di studio», aggiunge la dirigente Ferraro.
Per comprendere la valenza del progetto, occorre ricordare il bacino d'utenza delle sue scuole medie, che abbraccia quartieri difficili e multietnici. «Quando penso alla dirigente Ferraro, penso a una preside “di trincea”. La sua scuola tocca con mano la vita reale, si tratta di un progetto sociale dall'impatto straordinario», commenta il sindaco Mario Conte.
Inevitabile tornare con la mente agli episodi di violenza che negli ultimi mesi e anni hanno coinvolti minori. Tanto che il primo cittadino dice la sua anche sul caos maranza verificatosi nel weekend a Vicenza e generato da una sfida social: «Certi profili social vanno bloccati, certi personaggi che mettono in difficoltà le città devono ricevere il daspo urbano», l'appello del sindaco Conte, «tutte le questure venete dovrebbero ragionare su questo. E servono anche sanzioni per le famiglie che non controllano i social dei figli».
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