Stressato perché ha troppe parrocchie, anno di riposo per il prete
Monsignor Massimo Bazzichetto, parroco del duomo di Serravalle e di altre sei comunità nel Vittoriese, percorreva ogni giorno 14 chilometri su strade di montagna da una chiesa all’altra. Il vescovo gli ha concesso un periodo sabbatico nella comunità del Divino Amore

Un prete può stressarsi? Certo che si, se ha ben 14 chilometri da coprire da una parrocchia all’altra, 30 minuti di macchina, per strade di montagna. Se ha funerali da celebrare quasi tutti i giorni. E se deve tenere i conti di ben 6 parrocchie, magari col campanile di Serravalle da verificare nella sua antisismicità, il santuario della Madonna della Salute, da restaurare, un asilo da dismettere.
Ecco perché monsignor Massimo Bazzichetto, prevosto-parroco del duomo di Serravalle, di Sant’Andrea, Costa, San Lorenzo, Santa Giustina, Longhere, San Floriano, e in aggiunta Nove e Fadalto, più due santuari, prima di “scoppiare” ha chiesto alcuni mesi di riposo al vescovo Riccardo Battocchio. Che glieli ha concessi.
Un periodo sabbatico, dunque, da trascorrere nella comunità del Divino Amore di Collevalenza: per quella che comunemente viene chiamata “una ricarica”. Don Max ha 54 anni, quindi è giovane, dinamico, prima di farsi prete ha fatto il volontario in una comunità vittoriese per malati di mente. È, insomma, un prete di quella “chiesa in uscita” che testimoniava Papa Francesco.
Non c’era borgo o casa che il don non raggiungesse, per portare conforto. Ma le forze hanno cominciato a calare. Domenica ha partecipato attivamente alla sagra di Santa Giustina, insieme tra l’altro alla sindaca Mirella Balliana. Lunedì sera ha comunicato ai suoi collaboratori, alla presenza del vescovo, che si sarebbe assentato per un periodo. Lo sostituisce, come amministratore, don Paolo Astolfo, rettore del seminario, che resta anche assistente unitario dell’Azione Cattolica diocesana, ma in collaborazione con don Domenico Valentino, arciprete-parroco di San Fior, parroco di Castello Roganzuolo e di San Fior di Sotto. Monsignor Bazzichetto resta, quindi, nominalmente parroco. Certo è che la sua interruzione ha sorpreso numerosi parrocchiani.
«È un prete appassionato e partecipativo, sinodale, si direbbe con linguaggio ecclesiastico» dice Roberto Biz, del Consiglio Affari economici di Santa Giustina. A dare man forte a don Bazzichetto e, ora, a don Astolfo, resta monsignor Giuseppe Nadal, già parroco di Pieve, e oggi anche cappellano in ospedale. Che all’età di 85 anni, ha rinunciato a fare l’amministratore parrocchiale per restare in assistenza ai malati del nosocomio di Costa.
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