Addio a Francesca Meneghin, partigiana e sindacalista

Classe 1927, si è distinta per l’impegno contro il nazifascismo e in seguito al fianco dei lavoratori. Mattarella la volle conoscere personalmente durante la visita a Vittorio Veneto. La commozione di Rosy Bindi

Francesco Dal Mas
Francesca Meneghin
Francesca Meneghin

Nella notte tra il 19 e il 20 giugno, è mancata Francesca Meneghin, operaia, sindacalista, partigiana.

Classe 1927, Francesca Meneghin ha cominciato a lavorare sin da bambina. A soli undici anni, il primo ingresso in fabbrica. Francesca visse poi il dolore della violenza fascista che le strappò tre cugini, trasformando il suo dolore in una ferma consapevolezza politica, e l'ingresso nelle formazioni partigiane.

Nel 1957, Francesca Meneghin divenne la prima donna a ricoprire un ruolo di leadership territoriale all'interno della Cisl nel Vittoriese. Lottò per la parità salariale tra uomo e donna. Nel 2019, in occasione della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Vittorio Veneto per la commemorazione del 25 aprile, nel 74° anniversario della Liberazione, Francesca era sul palco tra i relatori, al teatro Da Ponte di Vittorio Veneto, e tenne un intenso discorso). Fu salutata da Mattarella che volle conoscerla personalmente.

Commosso il ricordo di lei espresso sabato 20 giugno da Rosy Bindi: «La scomparsa di Francesca Meneghin mi addolora, perché negli anni del mio impegno politico e istituzionale in Veneto ho potuto conoscere e stimare profondamente la sua fede autentica, la sua passione civile, il suo impegno instancabile e totalmente disinteressato per i diritti dei lavoratori, degli umili e dei poveri. Fino all'ultimo, ha amato intensamente la comunità ecclesiale e civile, nel segno del vero bene comune. Mi inchino alla sua straordinaria ed esemplare lezione di vita, che andrà custodita per il presente e il futuro».

«Ci lascia una grande donna, una grande sindacalista, una grande lottatrice per la democrazia e i diritti di lavoratrici, lavoratori, donne e uomini liberi. La sua storia, le sue gesta, il suo impegno per la libertà resteranno per sempre stagliati nella memoria e nella storia del sindacalismo riformista e delle lotte di liberazione delle terre venete», le parole di Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto, «Compito di tutti noi e dei giovani sindacalisti dovrà essere quello di custodire e diffondere il patrimonio di lotte e di conquiste che Francesca ha realizzato nella sua lunga vita dalla fondazione della Cisl e prima ancora di partigiana contro il nazifascimo».

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