Vittorio Veneto, aumentano i casi di violenza sulle donne per effetto di lockdown e disoccupazione
Più dieci per cento di segnalazioni in un anno. Spiccano i casi di maltrattamenti fisici. Il Centro Antiviolenza mette in campo anche serate letterarie sulla differenza di genere

VITTORIO VENETO. Aumenta la violenza sulle donne, complice il Covid-19. Sono allarmanti i dati raccolti dal Centro Antiviolenza di Vittorio Veneto. Nel corso del 2021 i casi di violenza registrati nel comprensorio hanno segnato un dieci per cento in più rispetto all’anno precedente. La pandemia ha avuto l’effetto di far detonare situazioni pregresse di violenza e scoperchiarne nuove. «Questo aggravamento», spiega l’assessore al Sociale Antonella Caldart, «è in parte spiegabile con la condizione di forzata convivenza cui i nuclei familiari sono stati costretti a causa della pandemia, alla quale si aggiunge la perdita dei posti di lavoro». Di nuovo, però, c’è l’abbassamento dell’età media delle donne coinvolte in questi episodi, che ora parte almeno dai 35 anni, anche se continuano ad essere presenti le over cinquanta. Pronto soccorso e forze dell’ordine sono luoghi dove prima o poi emergono le storie di maltrattamenti.
Non a caso sono aumentati proprio i casi di violenza fisica registrati in questi punti di riferimento. Gli accessi totali al servizio nel corso del 2021 sono stati 106, di cui 53 nuovi. Il dato più eclatante è che si parla di violenze fisiche, contrariamente a quanto avveniva in passato, quando i casi erano per lo più riferiti a stalking o violenza psicologica. Accessi non più spontanei, ma che sempre più spesso emergono attraverso segnalazioni.
«La nuova progettualità alla quale il Centro Antiviolenza sta lavorando», continua l’assessore Caldart, «inizia a partire dal percorso ‘’Donne al lavoro’’, finalizzato a mettere in campo azioni concrete per favorire l’accesso delle donne a nuove forme occupazionali e nasce da una stretta collaborazione con alcune delle testimoni incontrate durante le serate di presentazione, tra cui Irene, la titolare della libreria Chiodo Fisso. Con lei abbiamo pensato a un modo nuovo di parlare di violenza, ma anche di come reagire alla stessa, e cioè attraverso la lettura».
Saranno proposte quattro serate, tra marzo e aprile nella sala del Museo della Battaglia, con le parole di scrittrici e scrittori, per riflettere su temi legati alla differenza di genere. quattro serate di incontri Il progetto si presenta come un viaggio letterario in compagnia delle voci di grandi scrittrici e scrittori fra cui Simone de Beauvoir, Rita Levi Montalcini, Alexandra Ocasio-Cortez, Frida Calo, Jennifer Guerra, Virginia Woolf, Michela Murgia, Chiara Tagliaferri, Anslemo Roveda, Charlotte Zolotow, Veronica Raimo, Vera Gheno, Livia Candiani e Matt Haig. «Pensiamo che questo nuovo modo di coinvolgere le donne», conclude Caldart, «sia un passo di reale cambiamento culturale, aperto a tutte e tutti, perché è attraverso il confronto e il pensiero che si coltiva la responsabilità anche collettiva». Il Centro Antiviolenza di Vittorio Veneto, attivo dal 2015, si trova sotto il municipio e dispone di un accesso dedicato. È collegato al numero di pubblica utilità nazionale 1522 e aderisce al Coordinamento regionale dei Centri Antiviolenza pubblici. Il servizio è gratuito e raggiungibile al numero: 0438569451.
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