Virus Zika, primi casi in Europa

Si contano tre persone in Gran Bretagna, quattro in Italia. Sembra collegato alla nascita di neonati microcefali. Non può essere trasmesso da uomo a uomo.  Non esiste alcun vaccino, l’unica forma di protezione è evitare la puntura della zanzara che lo trasmette
epa05117106 A handout picture provided by Mexican Secretary Office of Health shows a man fumigating a house in Mexico City, Mexico, 21 January 2016. Mexico have confirmed 15 cases of the Zika virus in the country as Deputy Secretary of Prevention and Promotion of Health Pablo Kuri announced authorities will begin a campaign against the mosquito that transmit it. EPA/SECRETARY OFFICE OF HEALTH / HANDOUT EDITORIAL USE ONLY
epa05117106 A handout picture provided by Mexican Secretary Office of Health shows a man fumigating a house in Mexico City, Mexico, 21 January 2016. Mexico have confirmed 15 cases of the Zika virus in the country as Deputy Secretary of Prevention and Promotion of Health Pablo Kuri announced authorities will begin a campaign against the mosquito that transmit it. EPA/SECRETARY OFFICE OF HEALTH / HANDOUT EDITORIAL USE ONLY

Tre britannici appena rientrati in patria dopo viaggi in Sudamerica e ai Caraibi sono i primi casi di infezione da Zika, registrati nel Regno Unito. Questo virus provoca febbre bassa, eruzioni cutanee, dolori articolari e arrossamento degli occhi, sintomi lievi e simil-influenzali. Per gli adulti dunque non è pericoloso ma può diventarlo per i feti perché secondo alcuni esperti può provocare microcefalie: in Brasile è stato verificato un legame tra donne che lo avevano contratto nei primi mesi di gravidanza e casi di nati con dimensioni del cranio non sviluppate in modo corretto. In questo Paese sono aumentati da un anno all'altro: 59 nel 2014 a 1248 nel 2015.

La mappa diffusa dall'ECDC mostra le zone del Sudamerica colpite dall' allarme microcefalia alle quali viene sconsigliato di rimanere incinte, 22 Gennaio 2016. ANSA/ US/ ECDC +++ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING+++
La mappa diffusa dall'ECDC mostra le zone del Sudamerica colpite dall' allarme microcefalia alle quali viene sconsigliato di rimanere incinte, 22 Gennaio 2016. ANSA/ US/ ECDC +++ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING+++

Le autorità sanitarie hanno spiegato che i tre britannici hanno contratto il virus con punture di insetto in Colombia, Suriname e Guyana. La sanità britannica ha voluto tuttavia puntualizzare che il virus Zika «non si trova in forma naturale» nelle isole britanniche e che «non si contagia direttamente da persona a persona». Non esiste alcun vaccino contro il Zika, per il quale l’unica forma di protezione è evitare la puntura della zanzara che trasmette la malattia.

In Italia si sono registrati quattro casi nel marzo 2015, tutti su viaggiatori provenienti da Paesi dove la malattia è endemica,  tutti risolti positivamente. Dopo di allora non sono stati segnalati altri pazienti colpiti da questa infezione. Secondo il professore Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, per l’Italia la minaccia è remota. Il ministero della Salute, ha aggiunto Rezza, «ha messo a punto i test diagnostici per la Zika anche grazie alla collborazione internazionale».

 

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