Virate strette e voli radenti I cittadini al prefetto «C’è alto rischio incidenti»

«A Treviso il rischio di incidente aereo è altissimo: servono provvedimenti prima che accada il peggio». Valdo Tamantini, già controllore di volo negli scali di Treviso e Venezia, oggi in pensione, non usa mezzi termini. Inviando una lettera per chiedere un incontro al prefetto Maria Rosaria Laganà, infatti, l’ex funzionario di sicurezza di volo al radar del Marco Polo - oggi tra i membri del comitato che si batte per sostenere l’incompatibilità dello scalo di San Giuseppe col territorio - chiede maggiori garanzie per la popolazione.
L’appello di Tamantini – sostenuto da cittadini di Santa Maria del Sile, Canizzano e San Trovaso (a Preganziol, peraltro, l’ex controllore è candidato nella civica di Fratelli d’Italia) – arriva a qualche settimana dalla decisione della commissione nazionale Via (Valutazione impatto ambientale) di approvare, con dieci prescrizioni, il piano di sviluppo del Canova (a 22.500 movimenti l’anno), che prevede tra l’altro circa 2500 decolli sulla città. Proprio questi, giù attuati in caso di particolari condizioni meteo, sono – per Tamantini – completamente “fuori legge”. «L’unico documento che autorizza i decolli in direzione Treviso risale a 45 anni fa e a tutt’oggi non è mai rispettato», dice Tamantini, «la virata degli aerei dovrebbe essere ben più larga di quella compiuta la maggior parte delle volte dai piloti. Sorvolano Santa Maria del Sile a meno di 200 metri di quota, poco di più su San Trovaso, compiendo una manovra strettissima che assomiglia a quelle dei velivoli utilizzati per l’Air show.
Il tutto senza dimenticare che a 150 metri dal bordo pista, confinando con la recinzione, c’è un allevamento ittico: ciò rende ancora più a rischio il decollo, aumentando la possibilità che gli aerei impattino i volatili, peraltro in pieno parco del Sile. Treviso ha già il primato in Italia per episodi del cosiddetto birdstrike: vogliamo aspettare il peggio?».
Proprio per questo la richiesta di incontrare il prefetto. «I cittadini si aspettano prenda una posizione, in un verso o nell’altro», aggiunge Tamantini. Diversa, per l’ex responsabile di torre di controllo, sarebbe la nuova rotta. Quella con una prima virata sulla linea della tangenziale ed una seconda dopo Sant’Antonino. È stata approvata anche dalla commissione ministeriale, «ma finché non viene recepita nell’Aip (pubblicazione informazioni di volo) , documento che contiene tutte le linee guida per i piloti, non conta nulla: eppure a livello di impatto acustico sarebbe migliore». –
Alessandro Bozzi Valenti
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