Ville, sport, cantine e percorsi così decolla il turismo locale

MONTEBELLUNA. Cinque linee guida per lanciare il turismo sul Montello e zone limitrofe, il cui marchio, l’unico ritenuto riconoscibile a livello nazionale, sarà “Montello”. Le hanno concordate nei giorni scorsi le amministrazioni locali dell’Ipa Montello-Piave-Sile assieme alle associazioni.
La prima azione riguarda un’analisi del mercato che sarà affidata al Centro internazionale di studi sull’economia turistica dell’università di Venezia. Quindi si provvederà alla costruzione del prodotto, formato da rete dei luoghi della Grande guerra, rete delle ville veneziane, botteghe delle cantine, tappe della strada del vino che sarà attivata a breve, percorsi naturalistici, itinerari di running, orienteering, quelli ciclo-turistici e sportivi, luoghi della degustazione dei prodotti tipici del Montello. Sarà poi costituita la rete di accoglienza locale: niente uffici Iat però, bensì una rete di infopoint, cioè di pannelli informativi fisici distribuiti nel territorio, oppure virtuali perché accessibili in internet. Sarà inoltre attuata una promozione a livello regionale, nazionale e internazionale e che sarà affidata alla Fondazione Marca Treviso, in modo da avere la possibilità di partecipare a borse e fiere del turismo nazionali e internazionali ma soprattutto di assicurare la visita di giornalisti di settore e di buyers direttamente sul territorio. Attenzione sarà poi posta alla formazione e ai controlli: è stata constatata la necessità di un cambio di approccio da parte degli operatori turistici finora interessati per lo più dal turismo business che non pone grande domanda sull’offerta turistica perché è legato alle trattazioni commerciali all’interno delle aziende, mentre affrontare la sfida di un turismo vero richiede un’attenzione nuova e diversa nei confronti dei potenziali clienti. E saranno attuati controlli ritenuti fondamentali per assicurare la qualità del servizio reso.
Entro due mesi sarà stipulata una convenzione tra i Comuni dell’Ipa per l’attivazione sul piano formale ed operativo di questo piano turistico. «Si trattava di capire se, a fronte dell’investimento di circa 16 milioni sostenuti dall’Ipa per la fruibilità dei beni storico-architettonico ci fosse o meno la disponibilità dei nostri interlocutori privati – dice il presidente dell’Ipa, Marzio Favero – La risposta è stata positiva». —
E.F.
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