«Venti secondi di terrore», il racconto del terremoto

La testimonianza di Clarissa, studentessa trevigiana all’università di Ferrara, a pochi chilometri dall’epicentro del terremoto

«Venti secondi di autentico terrore». Inizia così il racconto di Clarissa, ventenne, studentessa di giurisprudenza all’università di Ferrara. Come altri trevigiani, era a pochi chilometri dall’epicentro del terremoto che ha causato sei vittime e distrutto un intero patrimonio artistico e sociale. Il suo racconto è ancora concitato e pieno di paura.

«Tutto tremava e ondeggiava, una rete di un materasso accostato alla parete mi e' caduta addosso, poi il tonfo di un quadro che si e' staccato e il rumore di vetri infranti. Non sapevo cosa fare, sono rimasta inchiodata al letto sperando che tutto finisse in fretta«.

Ieri sera era sola nell’appartamento al quinto piano di un palazzo di Ferrara dove vive con altri studenti . «La scossa mi ha svegliato di soprassalto: il letto ondeggiava e tutto intorno a me tremava - rievoca la giovane con la voce ancora concitata - Per 20-30 secondi sono rimasta inchiodata sotto le lenzuola, ero paralizzata dalla paura. Quando il peggio è passato, ho sentito delle voci sul pianerottolo, mi sono messa qualcosa addosso e sono uscita anch'io. C'era tutto il condominio che correva giù».

Clarissa ha tentato di contattare i genitori a Treviso per tranquillizzarli, ma per 4 volte la linea non ha agganciato. «La mia angoscia è aumentata: quando sono riuscita a parlare con i miei genitori è stato un sollievo». È tata una notte terribile, non la dimenticherò mai».

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso