«Vanno riaperti i fossati che erano stati intubati»
«Sono necessari interventi radicali per eliminare le criticità esistenti nelle zone residenziali»: dal quartier generale del Consorzio di bonifica Piave, a Montebelluna, il presidente Amedeo Gerolimetto, indica la strada da seguire se si vogliono evitare i continui allagamenti di scantinati e piani terra ad ogni violento acquazzone. Ed ecco quali sono gli interventi radicali che indica il presidente del Consorzio Piave: «Vanno riaperti i fossati che sono stati in passato intubati -spiega- noi siamo contrari ad ogni nuovo tombinamento dei fossi, ma dovrebbero essere riaperti anche quei fossi che negli anni sono stati coperti. Nelle condutture si sono depositati limi, si sono infilate le radici degli alberi e così la loro portata si è notevolmente ridotta e in alcuni tratti ci sono veri e propri sbarramenti causati dalle radici. L'altro intervento necessario è quello di realizzare casse di espansione, ma sono costose ed hanno un forte impatto ambientale. Sono però interventi necessari se vogliamo evitare queste periodiche emergenze perchè i tempi di ritorno di intense precipitazioni in breve tempo non hanno più tempi di ritorno di parecchi anni, ma si susseguono a distanza anche di un mese nelle stesse zone».
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