Vandali mutilano la statua del Nettuno

Sfregiato il simbolo della città del Cima: mano e tridente trovati nella fontana dei Cavalli, caccia ai responsabili nei video
Guerretta Conegliano fontana dei cavalli atti vandalici
Guerretta Conegliano fontana dei cavalli atti vandalici

Mutilata la statua del Nettuno: Il Comune passa al setaccio le telecamere alla ricerca dei responsabili. Al momento non si è esclude nemmeno l’ipotesi di un cedimento strutturale ma per il presidente di Italia Nostra Francesco Scarpis si tratterebbe dell’opera di vandali. Quel che è certo, al momento, è che l’avambraccio, la mano e il tridente di quello che è uno dei simboli per eccellenza della città del Cima sono stati tranciati e che ora il braccio destro della statua appare moncato all’altezza del polso. Così si è presentata ieri mattina agli occhi di alcuni addetti del Comune quella che è conosciuta anche come la fontana dei Cavalli.

Qualcuno però si era già accorto sabato di quanto era accaduto al monumento di corso Vittorio Emanuele. «Deve essere accaduto venerdì notte», dice uno degli esercenti del centro, «sabato mattina uno dei miei clienti mi ha detto che il tridente era dentro l’acqua. Venerdì c’era molta gente intorno alla fontana, c’era anche un addio al celibato». La mano destra è finita con il tridente dentro la storica vasca dove il dio del mare è seduto su una conchiglia poggiata su due cavalli marini. A parte invece è caduto il pezzo che fungeva da polso e avambraccio. Tanto lo sconcerto dei passanti dinnanzi all’immagine deturpata. L’amministrazione comunale ha immediatamente contatto la ditta specializzata che ne aveva curato la restaurazione tra il 1998 e il 1999 per un’analisi non solo dei costi per la riparazione dell’opera, ma anche delle possibili cause di quanto avvenuto nei giorni scorsi.

Intanto le immagini registrate dall’occhio elettronico puntato sul monumento saranno analizzate alla ricerca di un qualsiasi dettaglio utile che permetta di fare luce sull’accaduto, a partire dal quando si sia verificato con esattezza il fatto. «Lì c’è una telecamera con un sistema di videosorveglianza il cui contenuto sarà decodificato già domani per capire se si è trattato dell’opera di qualcuno», ha commentato ieri il sindaco Floriano Zambon, «sarà fatta una valutazione, ma non è da escludere che possa essersi trattato di un cedimento strutturale». Il primo cittadino spiega infatti che il tridente in metallo è stato rimesso solo dopo la restaurazione avvenuta a fine anni Novanta. Il sopralluogo dell’impresa specializzata e l’analisi delle registrazioni permetteranno di fare chiarezza sull’episodio per procedere all’individuazione di eventuali responsabili.

Il presidente di Italia Nostra Francesco Scarpis, da parte sua, esclude che possa essersi trattato di un cedimento strutturale. «Non può essersi rotto da solo, anche perché è stato restaurato pochi anni fa», dice Scarpis, «si è trattata della bravata di qualcuno, qui si tratta di educazione, romperla è facilissimo, basta tirare». Il presidente di Italia Nostra sottolinea il valore dell’opera : «Ci sono tante leggende intorno a quella fontana, si dice che si debba girare attorno tre volte per ritornare a Conegliano, che si debba lanciare una monetina come nella fontana di Trevi. I cavalli e il Nettuno provengono dal palazzo Foscolo di Oderzo, prendersela con un simbolo della città significa aver toccato il fondo». Se si trattasse dell’opera di vandali il danno dunque sarebbe enorme.

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