Vaccini anti-influenza da settembre: a Treviso si useranno i palazzetti dello sport

Partenza anticipata, obiettivo adesioni di massa per meglio gestire anche un’eventuale emergenza coronavirus
borghesi agenzia foto film villorba vaccinazioni bambini al palaverde
borghesi agenzia foto film villorba vaccinazioni bambini al palaverde

TREVISO. Il traguardo è ambizioso e la sfida cruciale. La campagna per la vaccinazione antinfluenzale nella Marca partirà il 1° settembre, in anticipo di due mesi rispetto all’anno scorso. Ci si prepara a una maxi operazione vaccinale in sinergia con i medici di famiglia: esclusa l’ipotesi dell’iniezione drive-in con il paziente a bordo dell’auto, l’idea è di organizzare delle giornate di profilassi nei palazzetti dello sport, come avvenuto a maggio per le vaccinazioni pediatriche al Palaverde di Villorba, al Palamazzalovo di Montebelluna e alla Zoppas Arena di Conegliano, affiancando l'attività ambulatoriale dei condotti. Puntare sull’adesione all’immunizzazione significherà riuscire a governare meglio anche una seconda ondata di coronavirus, qualora si ripresentasse in autunno.

TARGET OVER 65. «Invitiamo tutti i cittadini ad aderire alla profilassi antinfluenzale, in particolar modo gli over 65 che sono stati i più colpiti dal Covid insieme agli ultraottantenni» sottolinea il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi.

L’anno scorso nel Trevigiano sono state acquistate 140 mila dosi di siero, quest’anno si punta a fare di più e meglio, l’acquisizione del farmaco è in corso, i quantitativi sono in fase di definizione, ma è certo che si lavorerà ancor più intensamente per raggiungere prima di tutto le fasce della popolazione anziana: quasi 200 mila cittadini trevigiani in là con gli anni.

«Puntiamo a intercettare quel 20% degli 889 mila abitanti della Marca che ha più di 65 anni d’età, quei cittadini che hanno pluripatologie e basse difese immunitarie e le categorie a rischio, tra le quali gli operatori sanitari» annuncia il dg «per questi ultimi siamo al 29% di adesione, dovremmo portarla tra il 60 e il 70%, specie per chi opera in Pronto soccorso, Malattie infettive, Pneumologia, Oncologia ed Ematologia».

PROTEZIONE E DIAGNOSI . Immunizzarsi contro l’influenza, ricordano dall’azienda sanitaria trevigiana, avrà quest’anno un duplice vantaggio. «Per prima cosa proteggersi dal virus influenzale che può dare luogo a complicanze anche letali» sottolinea il manager Benazzi «ma i benefici riguardano in modo indiretto anche il Covid». Il coronavirus causa infatti sintomi simili all’influenza, quali febbre e tosse, essersi vaccinati contro l’influenza aiuterà i medici nella diagnosi “differenziale” e quindi a escludere l’influenza e ad approfondire in tempi rapidissimi l’ipotesi dell’infezione da Covid.

«Per chi si sarà vaccinato contro il virus influenzale sarà possibile evitare la sovrapposizione diagnostica: escludendo subito che si tratti di influenza e andando a indagare se c’è un sospetto di Covid» ribadisce Benazzi. Il siero contro l’influenza stagionale è già in fase di preparazione in base ai ceppi che stanno circolando nell’emisfero boreale: A h1n1 e A h2n3 con delle piccole varianti, nonché il tipo B immutato rispetto al 2019. 

 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso