Una “ruota” contro l’aborto a Castelfranco. «Aiutiamo le mamme in crisi»

Progetto per evitare le interruzioni di gravidanza, si chiama “Culla della vita”. «Noi non discutiamo le scelte, ma offriamo un'opportunità. Si può affidare il neonato alle cure dei medici, poi sarà dato in adozione». 

CASTELFRANCO. Trenta mamme “sostenute” e cinque bambini che hanno visto la luce grazie agli strumenti messi a disposizione dal “Centro aiuto alla vita”: questo il bilancio dell’ultimo anno di attività per il gruppo di volontariato cittadino che oggi e domani celebra la “Giornata per la vita” con la vendita delle tradizionali primule: «Quest’anno – spiega la presidente Rosi Cavarra – oltre che nelle piazze saremo presenti con uno stand anche nel centro commerciale “I giardini del Sole”, per noi è un’opportunità importante perché ci permetterà di farci conoscere di più, sperando che il messaggio arrivi a chi ha bisogno del nostro aiuto». Ovvero ragazze e donne che sono in difficoltà per una gravidanza inaspettata e che stanno valutando la scelta della sua interruzione.

«Non entriamo mai nel merito delle scelte – dice Cavarra – ma vogliamo anche proporre altre strade, ben sapendo che la scelta dell’aborto è sempre difficile per una donna. E che forse non sarebbe fatta se si trova chi può aiutarti in un momento complicato, offrendo vicinanza ma anche aiuto concreto, alla donna ma anche alla famiglia che sta per nascere. Aiuti a cui possono contribuire tutti attraverso l’acquisto delle nostre primule».

Da qualche tempo il Centro aiuto alla vita ha una sua sede all’interno dell’ospedale San Giacomo che è diventato un punto di riferimento per le future mamme in difficoltà, «ma anche per le neo mamme, visto che ci occupiamo dei bambini fino ai due anni di età». Attraverso le relazioni con gli altri Cav in Italia, anche quello castellano riesce a trovare soluzioni perché una gravidanza non voluta oppure una maternità con difficoltà possa essere vissuta con serenità e con gli opportuni aiuti, anche in ambienti protetti nel caso.

 «Abbiamo tantissime storie di ragazze e giovani che, determinate a interrompere la gravidanza, hanno cambiato idea». E lo testimoniano i volti di tanti bambini che riempiono le pareti dell’ufficio castellano. «Il fatto di avere una sede in ospedale nella casa del volontariato – continua la presidente – ci ha dato una marcia in più essendo più prossimi a chi ha bisogno di noi».

Ma tra i progetti, oltre alla rete di rapporti e alla fornitura di alimentari, medicine, passeggini e quant’altro serve ai neonati, il Cav castellano accarezza un sogno: quello di una “culla per la vita”, ovvero la possibilità per chi non può tenere il neonato, di lasciarlo in quelle che una volta erano le “ruote degli esposti” ma che ora sono delle culle tecnologiche monitorate h24 nel massimo rispetto della privacy della mamma che decide in questo senso: il bambino sarà accolto, affidato ai sanitari per le prime cure e poi dato in adozione. «Quelle attive più vicine sono a Camposampiero e a Padova – conclude Cavarra – vorremmo ci fosse questa opportunità anche a Castelfranco». —
 

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