Una nuova Banca dei Tessuti garantirà 6 mila trapianti l’anno

La struttura a vetri con laboratori sofisticati e di altissima tecnologia è costata 4 milioni di euro. Ma li vale tutti secondo il governatore del Veneto Luca Zaia, giunto ieri a Treviso per inaugurare la nuova sede della Banca dei Tessuti, una realtà all’avanguardia nel panorama europeo, in grado di assicurare ogni anno 6 mila tessuti per il trapianto nelle varie specialità: ortopedia, chirurgia plastica, cardiochirurgia, chirurgia vascolare, generale e maxillo facciale, oltre che nei centri ustioni.
Con circa 200 prelievi multitessuto da cadavere e 1.000 da vivente rappresenta una struttura formidabile di “pezzi di ricambio”, come li ha definiti il presidente della Regione, scusandosi per il “brutto termine” che però rende l’idea. L’eccellenza sanitaria ha come presidente un nome noto: Giuseppe Di Falco, già primario della terza Chirurgia al Ca’ Foncello, e un direttore giovanissimo: Diletta Trojan, classe 1987, un “cervello rientrato dall’estero”. Trevigiana doc, laurea in Medicina all’università di Padova, la dottoressa si è specializzata in Biologia sanitaria al prestigioso istituto Marie Curie di Parigi ed è stata recentemente nominata presidente dell'Associazione europea delle banche tessuti e cellulari. «Felice di essere tornata a casa», dirige una squadra di 25 persone, in gran parte giovani come lei. Oltre alla freschezza e all’entusiasmo, possono godere di laboratori all’avanguardia, in grado di applicare tecniche ancora non disciplinate da un punto di vista legislativo. È il caso della stampa 3D diffusa in ambito industriale, con enormi potenzialità per la moltiplicazione cellulare.
«Noi siamo pronti a partire, il laboratorio è abilitato» ha detto ieri il professor Di Falco al Ca’ Foncello di fronte ad un folta platea di medici, infermieri e autorità tra cui il sindaco Mario Conte e il prefetto Maria Rosaria Laganà che - di origine calabrese - forse non ha apprezzato la battuta del governatore sul “decreto Calabria” con relativo commissariamento. Tornando ai settori in espansione, si parla di liofilizzazione destinata a sostituire l’attuale crioconservazione dei tessuti, costosa e non adatta a servire le urgenze. E ancora, la sperimentazione sulla possibilità di togliere il dna dalle cellule trapiantate per evitare il rigetto e tanti altri progetti che amplieranno l’attività del centro connesso all’ospedale trevigiano da cui dista poche centinaia di metri.
Dopo un primo nucleo nato nel 1992 al Ca’ Foncello, la Banca dei Tessuti è stata ufficialmente istituita dalla Regione nel 2000 e funge da punto di riferimento per Triveneto e Marche. In sinergia con i centri regionali trapianti e gli ospedali territoriali, si occupa di raccogliere, processare, conservare e distribuire in Italia e all’estero valvole cardiache, segmenti vascolari, tessuti osteotendinei, certificando idoneità e sicurezza. Rispetto agli organi, i singoli tessuti possono essere prelevati anche a cuore fermo, a parecchie ore dal decesso. Ma tanti sono i trapianti da viventi e tante le possibilità, come quelle offerte dalla membrana amniotica che dà straordinari risultati nelle ulcere croniche, ustioni e patologie degli occhi. —
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