Una marcia in centro contro la condanna delle tre Pussy Riot

«Support Pussy Riot»: l’appuntamento è per oggi pomeriggio alle 16 davanti alla stazione dei treni. Anche i giovani trevigiani si mobilitano per protestare contro la condanna a due anni di reclusione delle Pussy Riot, le tre componenti della banda russa riconosciute colpevoli di vandalismo e istigazione all'odio religioso dal tribunale di Mosca, in seguito alla loro performance anti Putin nella cattedrale di Cristo salvatore lo scorso 21 febbraio. Il magistrato ha accusato le tre componenti della band punk russa di aver consapevolmente violato la legge, nel compiere i loro atti di teppismo motivati da odio re-ligioso. Una condanna ritenuta ingiusta dalla maggioranza del mondo occidentale che ha dato vita a numerose manifestazioni di sostegno in tutta Europa e anche in Italia, l’ultima a Milano. Come le Femen in Ucraina, i movimenti spontanei tedeschi, francesi e spagnoli, come gli Anonymous in tutto il mondo ora un gruppo di ragazzi appartenenti a diversi movimenti cittadini ha deciso di manifestare il proprio dissenso dando vita a questa iniziativa pubblicizzata attraverso la rete e una pagina Facebook che sta scatenando reazioni contrastanti. «Abbiamo ricevuto il supporto dei militanti dei centri sociali del coordinamento studentesco, di Ztl Wake Up e dei ragazzi della Rete degli studenti», spiega Marco Grollo, uno dei promotori dell’iniziativa «vogliamo sensibilizzare anche la nostra città rispetto alla situazione politica in Russia che opprime la libertà di espressione, mentre la chiesa ortodossa appoggia questo tiranno». L’idea è di una marcia nel cuore della città, interrotta da alcune soste in luoghi simbolo in cui verranno appesi striscioni con le frasi più celebri delle Pussy Riot. L’appuntamento è per oggi alle 16 di fronte alla stazione dei treni, da dove avrà inizio la manifestazione che si snoderà pacificamente lungo le vie del centro. Sono già più di un centinaio i giovani che vi hanno aderito, ma l’iniziativa non ha suscitato solo consensi: «State sostenendo persone che neppure il Pc russo che avrebbe a cuore la disfatta di Putin appoggia. Definite Putin “colpevole” quando lui stesso si era pronunciato contrario ad una condanna così severa per un reato che comunque è punito quasi nella stessa maniera in Italia», scrive un giovane.
Serena Gasparoni
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