Un giallo mozzafiato fra due mondiali e i misteri d’Italia

di Andrea Passerini
L’urlo di Pablito nel 1982. E quello di Grosso nel 2006. Ventiquattro anni separano le due Italia in festa, sul tetto del mondo, e non solo calcistico. Il tempo di una generazione, quella che aveva 20 anni nei ruggenti Ottanta, e oggi vive una maturità incartata nella crisi senza precedenti. I trionfi della nazionale sono la cornice in cui Roberto Costantini, manager e docente alla Luiss, ambienta il suo primo noir: Tu sei il male, thriller italiano rivelazione del 2011, con cui Marsilio punta a rinnovare i fasti delle saghe scandinave, Larsson in testa. Perché Costantini anticipa una trilogia. Ma di scandinavo c’è solo l’architettura.
L’ omicidio di un’adolescente bellissima cade nella sera dell’Italia mundial. La sogna il giovane poliziotto Michele Balistreri, militante dell’estrema destra, con alone di frequentazioni (o gestioni)? di servizi, in Italia troppe volte deviati. Nemmeno troppo sullo sfondo, il mondo vaticano. Microstoria e macrostoria: rimandi del caso Orlandi ed echi di altri delitti eccellenti (via Poma su tutti). Un’Italia inquinata, che mai si purifica. Senza nemmeno bisogno della famigerata banda della Magliana. I confini tra bene e male sbiadiscono, gli unici ancoraggi restano gli scrupoli morali del poliziotto, pokerista e dongiovanni incallito. Molti ravvedimenti dopo, sarà lui, divenuto commissario, a indagare su nuovi ed efferati delitti di questo decennio, in una capitale in fiamme sul baratro del razzismo. I rom del campo Casilino 900 sono il primo e facile bersaglio, e dominano una rovente campagna elettorale per le amministrative.
Storia recente in tralice. Una polizia in bilico fra legalità e connivenza, la spietatezza dei livelli alti della criminalità, indagini lastricate di morti, scomparse e incidenti inquietanti, società misteriose che portano all’estero. Prostitute rumene e politici, mondo ecclesiastico e pastori, pressioni e depistaggi. Lo stesso commissario non può essere sicuro di chi indaga al suo fianco, per quanto emergano investigatori molto anomali e originali. Ma una barra, da un delitto all’altro, resta solida. Non spaventino le 669 pagine: si leggono d’un fiato. Epilogo pirotecnico, per illuminare la radici di un male che è quello – cromosomico - del nostro paese, incapace di ogni pulizia, a cominciare dallo Stato. Solo le tragedie - terribili - e il sacrificio di chi non ha avuto giustizia, daranno le risposte, ancora più terribili. Chapeau a Costantini: lo aspettiamo al varco per le conferme.
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