Uccelli, l’osservatorio diventa presidio dell’Ue

VITTORIO VENETOL’osservatorio ornitologico del monte Pizzoc, con stazione di inanellamento, diventerà un presidio dell’Ue. L’europarlamentare vittoriese Giancarlo Scottà è stato incaricato di portare...

VITTORIO VENETO

L’osservatorio ornitologico del monte Pizzoc, con stazione di inanellamento, diventerà un presidio dell’Ue. L’europarlamentare vittoriese Giancarlo Scottà è stato incaricato di portare a Bruxelles i dati raccolti in questi anni da parte dei volontari dell’associazione nazionale Libera Caccia e quelli della prossima campagna, che inizierà fra un mese.

Il Pizzoc si trova lungo la traiettoria più importante delle migrazioni degli uccelli dal Centro europa verso il Mediterraneo. L’anno scorso i volontari, assistiti dagli esperti dell’Istituto Ispra, hanno catturato e inanellato 5.436 volatili, appartenenti a 66 specie diverse. Due le rarità, l’allocco degli Urali (prima cattura in assoluto per tutto il progetto Alpi) e il luì forestiero (Specie migratrice irregolare dalla Siberia). Complessivamente, le specie mai catturate prima (dal 2013) sono state nove, di cui quattro passeriformi e cinque non-passeriformi. La specie più catturata è stata il pettirosso, con 1.220 esemplari, seguita da codirosso spazzacamino (540), fringuello (531), lucherino (398), tordo bottaccio (370) e regolo (369). Numerose anche le catture di strigiformi, rappresentati da cinque specie: 29 civette capogrosso, 19 gufi comuni, due civette nane, due allocchi e un allocco degli Urali.

Quasi 70 partecipanti, tra i quali molti studenti da tutta Italia e molti appassionati, anche dall’estero. Le adesioni quest’anno sono addirittura maggiori. «I dati del Pizzoc serviranno ai competenti organi della Commissione europea per stabilire quali specie sono in estinzione e, quindi, meritano particolare tutela – spiega Scottà – e quali invece sono in sovrabbondanza». —

F.D.M.



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