L’afa blocca il cantiere del teatro Del Monaco: crescono tempi e costi per il restauro

I lavori per il teatro comunale di Treviso dovevano durare tre mesi, di fatto non sono mai partiti davvero. La società che sta gestendo il cantiere poco prima della fine dello scorso mese ha chiesto e ottenuto una ulteriore proroga

Federico De Wolanski
Il cantiere del teatro comunale Mario Del Monaco a Treviso
Il cantiere del teatro comunale Mario Del Monaco a Treviso

Doveva durare tre mesi, invece l’impalcatura davanti alla facciata del teatro comunale Mario Del Monaco è lì da dieci e vi resterà per altri tre. In tutto questo lasso di tempo sulle pedane erette in corso del Popolo si è lavorato pochissimo, prima per la mancanza di un accordo con la Soprintendenza sulla tipologia di materiali da usare, poi per l’impossibilità di eseguire i lavori con queste temperature. Il caldo è stato infatti l’ennesimo freno al cantiere, ma non c’entra l’orario degli operai quanto il fatto che gli intonaci non si possono dare con queste temperature.

Il luogo stop

Sette mesi e mezzo circa. Per tanto il cantiere per il restauro del teatro Mario Del Monaco è stato di fatto un fantasma, coreografia che accoglieva i tanti spettatori degli eventi che hanno continuato ad alternarsi in sala senza risentire - fortunatamente - di quell’impalcatura installata già due mesi dopo la consegna del cantiere alla Eurocostruzioni, la stessa società che sta ancora gestendo la riqualificazione Pnrr dell’ala nord all’ex Gil, cantiere che ha dato parecchi grattacapi, è stato a lungo inerte, e alla fine ha costretto il Comune a un arrocco per riuscire a riorganizzare i conti e non perdere i fondi Pnrr pur sforando il termine del 30 giugno.

A voler essere precisi il cantiere è stato fermo - come mette nero su bianco il Comune - dal 12 dicembre 2025 al 22 giugno di quest’anno, e poi ancora dal 29 giugno al 19 luglio. Il primo fermo è stato causato dagli approfondimenti chiesti dalla Soprintendenza sugli intonaci dell’edificio, approfondimenti non fatti ma necessari a detta dell’ente per scegliere come operare. Il secondo stop per ulteriori analisi e i primi effetti dell’ondata di caldo estremo.

Ora ancora fermi

Mercoledì 5 agosto il cantiere avrebbe dovuto essere chiuso, la facciata scoperta e l’impalcatura smontata. Ma non è così. La società che sta gestendo il cantiere poco prima della fine dello scorso mese ha chiesto e ottenuto una ulteriore proroga.

La ragione? Il termometro, che non permette di stendere gli intonaci necessari a completare il restauro. Solo che ancor oggi i lavori proseguono ben più lenti, operai a lavoro ce ne sono pochi e a tempo ridotto. Basti vedere se c’è o non c’è via vai nell’area di deposito materiali che per mesi ha occupato parte della carreggiata di corso del Popolo inutilmente, e solo di rado ha visto accedere o muoversi qualche operaio.

Quando finirà

L’ultima data messa nero su bianco dal Comune per la fine dei lavori in corso del Popolo è 1 ottobre 2026, giorno in cui tutto dovrebbe essere finito e si sarà tagliato il traguardo di oltre un anno di lavori. Sarà rispettato?

Il caldo torrido degli ultimi giorni non permette certo di proseguire l’intervento, che verrà sospeso come tutti i cantieri per la pausa di Ferragosto per riprendere a fine mese. Il tempo basterà? Ormai, va detto, alle impalcature nessuno presta più caso, quasi fosse una quinta di scena in esterna. Quello a cui si presta attenzione a Ca’ Sugana sono i conti.

Il restauro faceva parte di un progetto da 500.000 euro che è stato organizzato per fasi, il restauro doveva costare 107.000 euro invece ora ne costerà 149.000 tra aggiornamento dei prezzi e nuove normative, soldi che tra Iva, contributi, interventi esterni arrivano a 249.000 euro. ​​​​​​

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