Treviso, segregata per mesi in camper e violentata

Pachistano di 27 anni abusa della compagna di Treviso dopo la denuncia per maltrattamenti e finisce in galera

TREVISO. Le ha teso un agguato. L’ha aspettata dietro il camper dove aveva convissuto con lei per alcuni mesi, praticamente segregandola all’interno, e l’ha aggredita non appena ha aperto la porta del mezzo. Lì, poi, l’ha presa a pugni e l’ha violentata. Una brutta storia di emarginazione, quella che si è consumata a metà settembre scorso a Treviso e che vede come vittima una trevigiana, costretta dal suo compagno pachistano di 27 anni a vivere per mesi segregata all’interno del suo camper.

Poco più di un anno fa, s’erano conosciuti e sembrava che la loro convivenza fosse solida e tranquilla. Invece, come non di rado accade, dopo appena un mese, sono iniziate le prime incomprensioni e la situazione è presto precipitata. All’improvviso, senza alcun segnale premonitore. Il pachistano ha iniziato a minacciarla e a costringerla a stare in camper, le proibiva di usare Facebook e di parlare o addirittura salutare gli altri uomini. Una situazione insostenibile per la donna. Finché lei non ha deciso di andare in questura a denunciare il pachistano per maltrattamenti, lesioni e stalking. Nemmeno il divieto del giudice di avvicinarsi alla donna, l’ha fermato. Tanto che il 15 settembre scorso, tre mesi dopo la fine della loro burrascosa relazione, le ha teso l’agguato picchiandola e violentandola dentro il camper. Per quell’episodio il pachistano è stato arrestato e soltanto pochi giorni fa, dopo quasi cinque mesi di galera, è uscito dal carcere di Santa Bona ed ora si appresta a sostenere il processo fissato, in rito immediato, tra appena un mese.

I due protagonisti della vicenda iniziano la loro relazione nell’ottobre del 2016. Dopo essersi frequentati per qualche settimana, decidono di andare a vivere nel camper di lei. I problemi sorgono dopo appena un mese dall’inizio della loro storia e sono tutti dovuti alla gelosia del pakistano, che non accetta che la fidanzata rivolga la parola ad altri uomini. Una convivenza turbolenta e un'accecante gelosia fanno da sfondo a questa triste storia.

Iniziano così i maltrattamenti ed un regime di vita umiliante, caratterizzato da minacce di morte, divieti di parlare o solo salutare altri uomini, botte e continue chiamate, quando si assentava per andare al lavoro, per controllare se fosse da sola o in compagnia. Ad un certo punto il pakistano le sequestra il cellulare. La relazione dura fino a giugno del 2017 quando la donna, stremata, decide di andare in questura a denunciarlo.

Lui, quel giorno, la segue, si apposta in un bar dei paraggi e poi nel parcheggio nei pressi della questura la minaccia di bruciarle il camper. Su di lui, pochi giorni dopo, scatta una misura di divieto di avvicinamento. Poi, a metà settembre, avviene il fattaccio. Il 27enne pachistano si apposta nei pressi del camper della donna, aspetta che rientri da sola e, non appena apre la porta, le salta addosso, prendendola a pugni e poi violentandola.

È l’episodio che gli costa un arresto per violenza sessuale, maltrattamenti, stalking, lesioni personali e pure furto di un cellulare. Dopo più di quattro mesi trascorsi nel carcere, il pakistano, grazie al suo legale, l’avvocato Giacomo Michieli, è uscito di galera proprio qualche giorno fa. Su di lui pende però la misura cautelare del divieto di avvicinamento con la sue ex fidanzata. Nel frattempo le indagini, coordinate dal pubblico ministero Anna Andreatta, sono chiuse ed il processo a suo carico inizierà il 22 marzo.

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