Treviso piange il casolino Cervi

Se n’è andato Giancarlo Cervi, una vera e propria colonna del quartiere di San Pelaio, dove per anni con il suo “casoin” era stato un punto di riferimento. Cervi aveva 89 anni, e da tempo era malato. Lascia la moglie Clotilde, “Tilde” per tutti, i figli Mimmo con Giulia e Laura con Ernesto, oltre alle nipoti Francesca e Maddalena.
Cervi era stato per moltissimi anni dietro al banco del “casoin” di cui era proprietario con la famiglia vicino al distributore di carburante di San Pelaio. Tutti i residenti del quartiere passavano da lui per fare le piccole spese, per il pane o i salumi; e lui, di fronte a famiglie in difficoltà o magari a un ritardo nello stipendio dei clienti, non si faceva remore: metteva in conto.
Sempre lì dopo il negozio di alimentari, aveva aperto un bar tabacchi, venduto anni fa per andare a godersi la pensione. Cervi era appassionatissimo di ciclismo, tanto che era diventato amico di Gino Bartali. Il campionissimo quando passava da queste parti non mancava mai di fare una visita a Giancarlo, “te, assomigli a Kubler” gli diceva, riferendosi al ciclista svizzero. Ma ancora prima da giovane l’amore per Tilde l’aveva fatto faticare parecchio sui pedali.Cervi aveva trovato lavoro a Milano, ma era troppo l’amore per colei che poi è diventata sua moglie per starle distante. E allora appena aveva due giorni liberi dal lavoro, inforcava la bici, e sì, proprio in bici, tornava fino a Treviso per incontrarla. Si era poi appassionato di lirica, fondando il fan club del tenore Fabio Sartori. Un personaggio gentile e amatissimo, a cui molti vorranno dare l’ultimo saluto nella chiesa di San Pelaio, sabato alle 10.—
F.C.
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