Treviso: il centrosinistra sfida Gentilini nel feudo della Lega

TREVISO - Vuole coronare il suo “ventennio”, come ama definirlo, facendosi eleggere sindaco per la terza volta, dopo due mandati da “vice” con pieni poteri. A 83 anni Giancarlo Gentilini, lo “sceriffo” che tolse le panchine agli extracomunitari e ora, meno battagliero, ha dichiarato guerra alla diffusione delle nutrie, si ricandida a guidare la città di Treviso, da 19 anni in mano alla Lega Nord. Che arriva al voto dopo il commissariamento della sezione provinciale e le spaccature a ripetizione con l'alleato di sempre, il Pdl. A inserirsi nel quadro frazionato del centrodestra è spuntata la candidatura di Massimo Zanetti, mister Segafredo, il re del caffè che punta a tornare nella Marca trevigiana da protagonista assoluto della scena politica. A contendergli il ruolo di catalizzatore dei delusi del centrodestra c'è l'assessore al commercio uscente, Beppe Mauro, fuoriuscito dal Pdl dopo le scelte nazionali. Ma è nel centrosinistra – rimasto addirittura fuori dal ballottaggio alle ultime amministrative del 2008 – che è sorto il laboratorio politico che più intriga i trevigiani: a sostenere Giovanni Manildo (sponsorizzato in queste ore da Serracchiani e Renzi) ci sono Pd in primis, ma anche liste civiche di sinistra e di centro, puntando forte sul mondo del volontariato. Alessandro Gnocchi, candidato dal Movimento 5 Stelle, confida ancora nel traino delle politiche per arrivare al ballottaggio, mentre Alessia Bellon di Indipendenza Veneta punta almeno a conquistare un posto in consiglio comunale per richiedere il referendum in chiave secessionista.
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