Ex discarica di via Orsenigo, al via il parco fotovoltaico: energia per 500 famiglie

Conclusa la bonifica dell’ex discarica di via Orsenigo, a Treviso partono i lavori per un impianto fotovoltaico da quasi 1 megawatt con sistema di accumulo. I 1.448 pannelli produrranno energia pari al fabbisogno di circa 500 famiglie, evitando ogni anno oltre 444 mila chili di CO₂. Fine lavori prevista nell’autunno 2026

L'ex discarica di via Orsenigo a Treviso
L'ex discarica di via Orsenigo a Treviso

Chiusa la fase di bonifica dell’area, l’ex discarica di via Orsenigo a Treviso si prepara a una nuova vita all’insegna della sostenibilità. A metà febbraio sono infatti partiti i lavori per la realizzazione di un impianto fotovoltaico che sorgerà proprio sul sito recuperato, trasformandolo in una piccola centrale di produzione di energia rinnovabile.

Il progetto prevede l’installazione di 1.448 pannelli da 690 watt, per una potenza complessiva di 999,12 kilowatt, quasi un megawatt. L’impianto sarà dotato anche di un sistema di accumulo energetico BESS (Battery Energy Storage System) da 645 kWh e di sette inverter da 150 kW.

Secondo le stime, la produzione annua raggiungerà 1.345 megawattora, una quantità di energia equivalente al fabbisogno medio di circa 500 famiglie. Il beneficio ambientale è significativo: ogni anno si eviteranno 444 mila chilogrammi di emissioni di CO₂, pari all’assorbimento garantito da circa 22 mila alberi.

«Questo intervento è un grande esempio di recupero e restituzione alla comunità», commenta il sindaco di Treviso Mario Conte. «Un’area che rappresentava un problema ambientale diventa oggi una risorsa produttiva capace di generare energia pulita e contribuire concretamente alla transizione ecologica della città».

Il progetto arriva dopo la conclusione delle operazioni di bonifica della discarica. «Con questo passaggio compiamo un ulteriore passo avanti verso l’obiettivo di garantire un’acqua sempre più pulita e di tutelare il territorio», aggiunge il vicesindaco Alessandro Manera. Il monitoraggio della falda continuerà infatti anche attraverso l’impianto TAF (trattamento delle acque di falda), elemento centrale del sistema di controllo ambientale dell’area.

Una parte dell’energia prodotta dal nuovo impianto servirà proprio ad alimentare il TAF, contribuendo all’autonomia energetica del sito e riducendo l’impatto delle attività di gestione.

«L’intervento rappresenta un ulteriore tassello della strategia di Contarina orientata all’innovazione, alla sostenibilità e all’economia circolare», spiega il direttore generale Michele Rasera. L’appalto integrato per progettazione esecutiva e realizzazione è stato aggiudicato alla società A29 Srl di Roma, al termine di una gara che ha visto la partecipazione di 24 operatori economici, per un importo complessivo di 2.063.180 euro.

La conclusione dei lavori è prevista per l’autunno del 2026.

L’impianto sarà installato con un sistema di ancoraggio a gabbia, soluzione tecnica studiata per garantire stabilità e sicurezza su terreni oggetto di recupero ambientale, in linea con le migliori pratiche di riutilizzo delle superfici delle discariche esaurite.

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