Treviso, emergenza casa: ci sono 1.340 famiglie ancora in attesa di alloggio
Il presidente veneto di Ance: «Esiste una forbice ancora ampia tra la domanda di alloggi a canone sostenibile e la capacità pubblica di assegnazione». Solo 247 abitazioni popolari sono state assegnate in città

L’Ance Veneto lancia l’allerta alla Regione e alle amministrazioni comunali del territorio: l’emergenza casa c’è, coinvolge una fetta sempre più ampia della popolazione e serve attivare «immediatamente una task force tra Comuni e Ater per redigere i progetti esecutivi di recupero degli oltre 7.800 alloggi sfitti» in tutta la regione. E si parla solo si patrimonio pubblico.
Al 31 dicembre 2025 in provincia di Treviso erano state assegnate solo 247 abitazioni popolari a fronte si una lista di attesa che a fine dello scorso anno contava ancora 1340 famiglie.
Numeri che Ance Veneto ha dato ieri, ed a cui vanno aggiunti quelli relativi agli alloggi pubblici non utilizzabili perchè da riattare, a quelli privati non utilizzati e a quelli convertiti in B&B, che riducono ulteriormente la disponibilità di spazi per la residenzialità stabile. «In Veneto la proprietà della casa raggiunge il 79%, mentre le abitazioni non occupate sono il 21,8% su oltre 2,6 milioni di immobili» evidenzia Ance.
Il tutto in un contesto di crisi e caro prezzi anche immobiliare che oggi mette in difficoltà una fetta sempre più grande di famiglie a Treviso come nel resto della regione e d’Italia. «Negli ultimi tempi l'emergenza casa si è estesa anche alla fascia media dei lavoratori con redditi tra 15.000 e 55.000 euro» sottolinea Ance Veneto, per bocca del presidente Alessandro Gerotto.
«Esiste una forbice ancora ampia tra la domanda di alloggi a canone sostenibile e la capacità pubblica di assegnazione» segue il presidente veneto di Ance, «a fronte di oltre 13 mila famiglie venete in graduatoria per un alloggio pubblico, oltre 7.800 case dell'Ater giacciono vuote perché necessitano di interventi di riqualificazione, segnando un disallineamento del 40% che non possiamo più permetterci». Di qui la sveglia suonata a tutti i protagonisti e responsabili della gestione immobiliare pubblica.
«Il quadro normativo offre ora strumenti utili» spiega Ance facendo riferimento al Dl66, «che stanzia 970 milioni di euro per il recupero dell'edilizia residenziale pubblica e 4,8 miliardi per la rigenerazione urbana, oltre alle risorse del Fondo Housing Coesione. A livello regionale» segue, «la Regione Veneto ha riprogrammato i fondi Fesr e approvato la Legge Regionale per derogare ai vincoli standard e destinare alloggi sfitti al personale sanitario e socio-sanitario». Ci sono quindi margini operativi, per questo, oltre alla task force per il recupero del patrimonio Erp disponibile, «serve l'applicazione rapida delle semplificazioni per l'housing sociale e il ricorso all'edilizia convenzionata pubblico-privata per garantire case a canone sostenibile senza consumare nuovo suolo».
Davanti all’emergenza, le soluzioni sono percorribili perchè, secondo Ance, la forza del sistema produttivo e amministrativo c’è. E per evidenziarlo l’associazione dà i numeri del valore dei tanti appalti pubblici portati a termine fino ad oggi.
«Nel secondo trimestre del 2026, il monitoraggio degli appalti pubblici evidenzia per Ance Veneto 2.282 esiti di gara, con un incremento del 32,8% rispetto ai 1.719 del primo trimestre. L'importo a bando scende lievemente da 352 a 346 milioni di euro, mentre il valore aggiudicato sale a 326 milioni». Treviso, con i suoi 58,4 milioni di risorse regionali stanziate, è la seconda provincia veneta per capacità di investimento.
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