Terremoto in FdI a Treviso, Bertolazzi lascia il partito: «Non condivido la linea»

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Treviso, Guido Bertolazzi, si dimette dal partito dopo le divergenze sulla linea politica locale e sui rapporti con il sindaco Mario Conte. Lascia anche Marina Bonotto, coordinatrice del circolo cittadino

Federico De Wolanski
Treviso, Guido Bertolazzi lascia Fratelli d’Italia: si dimette anche Marina Bonotto
Treviso, Guido Bertolazzi lascia Fratelli d’Italia: si dimette anche Marina Bonotto

 

Guido Bertolazzi lascia Fratelli d’Italia.

Il capogruppo dei meloniani in consiglio comunale a Treviso dal 2023 ieri pomeriggio ha annunciato le dimissioni dal partito con una lettera al presidente provinciale Raffaele Freda e al responsabile nazionale FdI, il deputato Giovanni Donzelli.

Alla base della scelta una divergenza di visioni che si incardina negli scossoni che hanno animato il rapporto tra Conte e i meloniani nell’ultimo periodo. Ma il terremoto non finisce qui: Marina Bonotto, coordinatrice del circolo di Treviso, si è dimessa mercoledì.

La riunione e l’addio

Proprio mercoledì scorso i meloniani si erano riuniti per fare il punto della situazione, trovare compattezza, soprattutto una linea unica del partito su base locale che facesse una mediazione – da quanto trapela – tra la linea interventista e barricadera che nelle ultime settimane ha creato seri grattacapi alla maggioranza, e la linea più morbida (qualcuno dice «filo contiana») a cui si erano improntate le azioni del partito dall’elezione ad oggi.

Questo invito a fare sintesi delle due anime, e lavorare sul confronto costruttivo pare sia stata vissuta da Bertolazzi come una “sfiducia” su quanto fatto, e l’accredito delle voci interne al partito che lo hanno sempre criticato per la vicinanza al sindaco.

Di qui, dopo una giornata di riflessione (e forse qualche telefonata), la lettera in cui metteva nero su bianco di «non condividere la linea presa dal partito» come «l’essere considerato vicino al sindaco». Nessuno se l’aspettava, così come nessuno immaginava che proprio un big di maggioranza facesse nascere un “gruppo misto”.

FdI non ci sta

«Respingiamo la scelta di dimettersi di Bertolazzi che arriva in maniera inaspettata e senza presupposti politici» ha detto ieri Raffaele Freda, presidente provinciale di FdI, che collega automaticamente un eventuale passaggio al gruppo misto all’espulsione da FdI («o dentro o fuori»), «non è infatti mai stato in discussione per volontà nostra il percorso politico che è iniziato con le elezioni del 2023», sottolinea Freda che evidenzia di aver sempre avuto fiducia nell’azione di Bertolazzi. Ma tant’è. Oggi l’ex capogruppo spiegherà le sue ragioni in una conferenza stampa.Viene definita da Freda «concordata», invece, l’uscita di Bonotto.

Conte osserva di lato

Il sindaco, raggiunto dalla notizia alle Fiere di San Luca, mette la palla in calcio d’angolo: «Non lo so cosa sia successo. Credo che con Bertolazzi abbiamo sempre lavorato bene, in piena sintonia, dialogando, confrontandoci. Lui ha portato da sempre avanti le istanze del gruppo consiliare di FdI, trovando talvolta risposte positive, a volte abbiamo avuto qualche difficoltà nel portare avanti le proposte, però sempre con spirito costruttivo. Mi dispiace per questa sua scelta che evidentemente è maturata all'interno di dinamiche di partito nelle quali non voglio entrare. Spero che con lui si possa continuare a dialogare. Per me è stato un punto di riferimento».

Futuro e grane FdI

La questione è tutta interna ai meloniani che ieri hanno visto rimbalzare sul loro telefono la notizia delle dimissioni di Bertolazzi dopo le 16. «Un fulmine a ciel sereno» dicono tutti.

Ma adesso va gestito e su più livelli. Il primo è trovare un sostituto tra i consiglieri rimanenti ben sapendo del peso che potrebbe avere l’eventuale nomina di Alberto Ciamini (il più votato nel 2023) espressione in consiglio proprio di quella fronda di destra (Prima i Trevigiani) che negli ultimi mesi ha fatto pensare il sindaco. Idem Jennipher Gola, stesso sostegno. C’è Davide Acampora, di recente entrato in Ascopiave, ma ultimamente spigoloso con il sindaco. Ultimo Carlo Alberto Correale, mite e già dato in pole mesi fa quando Bertolazzi sembrava sfiduciato.

E lui, Bertolazzi? Il passo di lato potrebbe avvicinarlo al sindaco, ma in vista di cosa? In consiglio la Lega ha la maggioranza da sola, senza stampelle. Elezioni future? Difficile per un fuoriuscito trovare spazi in lista. E c’è sempre l’ombra vannacciana, la stessa che incombe su Marco Della Pietra, sindaco di Spresiano, anche lui uscito da FdI cui Bertolazzi è molto vicino.

 

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