Treviso ricorda il bombardamento del 7 aprile del ‘44, Conte: «Pensiamo ai giovani per costruire la pace»
Sotto lo scalone di Palazzo dei Trecento, colpito dalle bombe in quel drammatico Venerdì Santo del 1944, la deposizione di una corona davanti alla lapide che commemora le vittime civili di guerra

«Ricordiamo il giorno più duro della nostra storia in un contesto storico in cui assistiamo a una preoccupante normalizzazione della guerra. Dobbiamo pensare ai giovani per costruire la pace, non affidarci ai grandi della Terra. W la pace», il messaggio del sindaco Mario Conte.
«La guerra non è mai una vittoria, ma sempre una sconfitta. La lapide ricorda le vittime civili del bombardamento di Treviso, ma anche di tutte le guerre», il ricordo di Dino Daniotti, presidente associazione vittime civili di guerra.
Le parole, intense e pregnanti, prendono spazio, in piazza dei Signori, alla cerimonia in ricordo del bombardamento di Treviso (82esimo anniversario) che causò oltre 1600 vittime.
Sotto lo scalone di Palazzo dei Trecento, colpito dalle bombe in quel drammatico Venerdì Santo del 1944, la deposizione di una corona davanti alla lapide che commemora le vittime civili di guerra. Poi il raccoglimento in piazza dei Signori e i rintocchi della campana della Torre Civica. Il tutto dopo i brani letto dal consiglio comunale dei ragazzi e l’accompagnamento musicale degli studenti del Manzato.
Presenti, oltre al sindaco Mario Conte, il viceprefetto Alessandro Sallusto, il presidente della Provincia Marco Donadel, la deputata Pd Rachele Scarpa, il consigliere regionale Nicolò Rocco, consiglieri comunali e giunta, massimi rappresentanti delle forze dell’ordine. Non sfugge lo striscione del comitato contro la guerra di Treviso che ricorda anche il doloroso momento storico.
Stefani: «Messaggio che viene dalla nostra storia: il mondo ha bisogno di pace»
«A distanza di ottantadue anni dal primo tragico bombardamento di Treviso, le immagini della città, devastata da lutti e distruzione, parlano ancora oggi. Sono un potente monito di pace in questo momento storico segnato dal dilagare delle guerre in tutto il mondo; un invito a non sottrarsi da un'ostinata ricerca della pace».
È la riflessione con cui il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ricorda l'anniversario del bombardamento del 7 aprile
«Da qualche anno la guerra è riapparsa in Europa, continua a contrassegnare la vita in Medio Oriente e non c'è continente da cui non giungano immagini che confermano come per tantissime persone il dramma della guerra e della violenza terroristica siano una realtà quotidiana - aggiunge Stefani -. Dai giorni delle rovine di Treviso ancora fumanti, il Veneto ha immediatamente reagito con la rinascita, affidata al senso di solidarietà della sua gente, ansiosa di ricostruire tutto in un clima di progresso sociale e di raggiungere un benessere diffuso senza precedenti.
È un grande messaggio che viene dalla nostra storia: il mondo ha bisogno della pace».
"Ricordare oggi le vittime innocenti di quell'orrenda giornata di guerra sarebbe un gesto inutile se non fosse illuminato dal desiderio che ovunque cessi la violenza - conclude Stefani -.
Rivolgo un pensiero alle vittime e ai i testimoni ancora presenti del bombardamento di Treviso e con loro ricordo le sofferenze causate da ogni guerra o forma di violenza"
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