Treviso, scompare anche l’insegna dell’Oca Bianca: in arrivo una nuova attività

Il locale aveva alle spalle 105 anni di storia. L’Oca Bianca sarà sostituita da un’altra attività legata alla gastronomia. In Calmaggiore sbarca invece Ingram

Mattia Toffoletto
L'insegna della trattoria
L'insegna della trattoria

Del tempio della cucina trevigiana, da qualche giorno, non c’è più neppure l’insegna. Il futuro? Forse un'attività legata alla gastronomia.

L’Oca Bianca ha chiuso lo scorso marzo, mettendo fine a un capitolo lungo oltre un secolo. Ma, da qualche giorno, gli storici locali sono oggetto di lavori e, stando ai sussurri della piazza, lì troverà spazio un’attività nell’ambito della gastronomia.

Un imprenditore avrebbe comprato tutta la palazzina, per farne appartamenti e al piano terra tenere uno spazio commerciale. Eppur (qualcosa) si muove, insomma, a uno sguardo dal Calmaggiore e dal suo stuolo di vetrine chiuse da troppo tempo.

Gli sviluppi per l’ex ristorante si accompagnano ai recenti approdi di Falconeri negli spazi di De Pol, Goldenpoint nei locali di And e di Ingram, marchio toscano di sartoria con 75 anni di storia.

Senza scordare Mango, brand spagnolo che ha occupato i precedenti spazi di Sephora (e un tempo della libreria Canova), spostatasi già nel 2025 nei nuovi locali con affaccio su piazza dei Signori.

Sta di fatto che in Calmaggiore i “buchi” restano ancora sette, non la più bella cartolina per chi passeggia sotto i portici nel cuore della città.

Nel mentre, in via XX Settembre si attendono ancora sviluppi sulla nuova attività che prenderà il posto di Dolci Cose, lo storico negozio di caramelle chiuso a inizio gennaio: il restyling è già stato fatto, l’apertura sembra ormai prossima, ma la titolare, interpellata, preferisce «mantenere la sorpresa», suggerendo l’idea di una proposta inedita per la piazza.

Ma, in questi giorni, non sono passati inosservati i lavori all’ex Oca Bianca. Chi lavora nelle vicinanze ha visto giusto ieri togliere i condizionatori, mentre solo pochi giorni fa gli habitué della piazza hanno assistito a un altro momento significativo: anche l’insegna del ristorante è stata rimossa.

L’ultimo doloroso atto di una storia durata 105 anni e tristemente finita lo scorso marzo, a causa del mancato accordo con la proprietà dello stabile di vicolo della Torre. Gli ultimi giorni dell’osteria, quattro mesi fa, avevano visto la reunion dei tantissimi clienti storici, pronti a regalare messaggi d’affetto ai titolari.

Ora l’insegna tolta fa calare definitivamente il sipario sul locale gestito dai soci Federica Mattiazzo e Gigi Chiarelli, quest’ultimo nipote della mitica Nerina. Un atto immortalato anche sulla pagina Instagram del ristorante: tirato giù il caratteristico ovale verde con il disegno dell’oca con le zampe ammollo, un pezzo di cuore della città che se ne va.

Nel mentre, sono recentissime le novità di Goldenpoint e Ingram, che confermano la vocazione ad abbigliamento e catene della via simbolo del centro. Una via che da tempo vede il monomarca dettare legge a scapito delle botteghe storiche, ormai ridotte all’osso.

Tanto che gli ultimi baluardi in Calmaggiore sono appena tre: Cappelletto calzature, Pelletteria Soligo, Ottica Capello. E, a pochi metri, il panorama in via XX Settembre non si modifica di una virgola: due botteghe storiche sopravvissute, Vasconetto e Talmone.

 

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