Valdobbiadene, si ribalta col trattore e precipita nel dirupo: morto un agricoltore

L’incidente lungo uno dei tornanti della strada dei Fagher che sale a Pianezze. La vittima è Bortolo Leandro Agostinetto, 88enne del posto

Rossana Santolin, Stefania Da Lozzo
Il trattore ribaltato a Pianezze
Il trattore ribaltato a Pianezze

Il trattore che si inclina sotto il peso della benna e inizia a scivolare all’indietro fino al volo di settanta metri giù per il pendio. Bortolo Leandro Agostinetto, agricoltore di 88 anni, è morto facendo quello che aveva fatto per una vita intera, lavorare la terra. Ieri pomeriggio l’anziano stava facendo degli scavi nell’orto della sua seconda casa sulle Pianezze, a Valdobbiadene, dove era solito trascorrere il fine settimana.

Era alla guida di un trattore Fiat vecchio modello che dopo una manovra si è sollevato improvvisamente, probabilmente sbilanciato dal peso della benna, e ha iniziato a scivolare all’indietro senza che l’anziano riuscisse a riprenderne il controllo. Il freno a mano non ha tenuto ma si ipotizza che l’agricoltore non l’avesse nemmeno azionato. Il trattore ha cominciato a ruzzolare giù per il burrone che costeggia la strada dei Fagher. Lungo il pendio ha urtato un grosso albero e l’anziano è stato sbalzato fuori dall’abitacolo, morendo sul colpo.

I soccorsi e i testimoni

A lanciare l’allarme è stata la moglie di Agostinetto. Immediata l’attivazione della macchina dei soccorsi, particolarmente complessi visto il luogo impervio in cui è avvenuto l’incidente. Da Treviso è decollato l’elicottero del Suem e nel frattempo si è mobilitata anche una squadra del soccorso alpino. Una volta sul posto gli operatori del Suem non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.

Alle Pianezze è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri della stazione di Valdobbiadene per ricostruire la dinamica dell’incidente. La salma è stata issata con corde per alcuni metri lungo il pendio e trasportata per circa 150 metri fino alla strada più vicina, dove è stata poi consegnata ai famigliari accorsi in brevissimo tempo. Tra i primi ad accorrere sul luogo dell’incidente è stato il ristoratore Adorno Rebuli. «È sbalzato dal trattore, ma quando sono arrivato non c’era più nulla da fare» racconta ancora sotto choc. «Era stato il mio santolo di battesimo, lo conoscevo da quando ero bambino. Era originario del paese di Saccol e viveva con la moglie a Valdobbiadene, nel fine settimana passava spesso del tempo in questa casa vacanza, dove lavorava la terra e curava il prato con tantissima passione».

Chi era

La casa di Agostinetto è una piccola abitazione che si trova sulla strada dei Fagher, una parallela della strada principale che porta verso il Pianezze. La famiglia, le figlie Michela ed Elena (titolare dell’azienda vinicola di famiglia) assieme ai figli, sono accorse sul luogo dell’incidente. Solo quando escono con l’auto nera, il finestrino si abbassa ed Elena trova la forza di dire poche ma sentite parole: «Mio padre era un grande amante della montagna e del lavoro, siamo accorsi appena abbiamo saputo dell’incidente».

Agostinetto era emigrato da giovane in Svizzera, dove aveva lavorato come muratore. Attività che aveva proseguito anche al rientro in Italia, prima di dedicarsi all’allevamento: aveva malghe (poi chiuse negli anni Ottanta) e bestiame. Successivamente si era dedicato all’agricoltura e alla viticoltura, ora portata avanti dagli eredi. Molto conosciuto, in tanti ieri si sono recati sul luogo dell’incidente.

Tra questi Ivan Agostinetto, un parente: «Non era una persona imprudente, aveva già lavorato molte volte su quel prato, conosceva il luogo ed era un esperto». Parole di cordoglio sono espresse dal sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese: «Come sindaco e a nome del Comune ci stringiamo attorno alla famiglia».

Il precedente

Prima di Agostinetto un altro noto agricoltore di Valdobbiadene, di recente, era morto lavorando la terra: si tratta del cinquantacinquenne Emanuele Spada, rimasto schiacciato dall escavatore mentre lavorava sui pendii di Guia. La tragedia risale a luglio dello scorso anno: allora era stata la sorella Marika a dare l’allarme perché il fratello da ore non rispondeva al telefono. Spada è stato ritrovato solo il giorno successivo, in località delle Torte. 

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