Tra cultura, storia, personaggi e incontri i “Martedì in villa” compiono quindici anni

L’intervista
Sono diventati un appuntamento a cui non rinunciare “I martedì in villa”, che abitualmente si tengono a Villa Onigo in centro a Trevignano ma se la previsione è di un grosso afflusso ci si sposta al teatro comunale a Falzè. Sono arrivati alla 14esima edizione e al ritmo di una quarantina di appuntamenti all’anno hanno abbondantemente superato i 500 incontri con esponenti della cultura.
Sono stati un’invenzione di Sergio Zanellato, giornalista in pensione, pure ex presidente del Rotary Club di Montebelluna, attualmente anche consigliere comunale a Trevignano, il suo paese. Grazie alle tante conoscenze accumulate nella sua attività professionale non ha trovato difficoltà a trovare la disponibilità di relatori anche di fama, di tutti i settori, di varie parti d’Italia, per i suoi “Martedì in Villa”.
Ma come è nata l’iniziativa?
«Volevo fare qualcosa per il mio paese, per la mia comunità, come è nello spirito rotariano. Così sono partito con questi incontri quando facevo parte del consiglio di amministrazione della biblioteca comunale di Trevignano e poi è stata coinvolta l’amministrazione comunale».
Ormai sono diventati un appuntamento fisso i “Martedì in villa” per tanta gente, non solo di Trevignano. Sono una iniziativa culturale che si è profondamente radicata. Proseguirà?
«Io punto alla 15esima edizione e poi si vedrà. Lavoro tutto l’anno per organizzare la rassegna, tutti quelli che interpello rispondono di sì, quindi non ho difficoltà a trovare gli ospiti, ma poi è difficile sistemare le date per gli impegni che tutti hanno. Ad esempio sognavo di portare un astronauta a Trevignano, per due volte mi hanno risposto di sì, ma poi sono subentrati altri loro impegni e non è stato possibile. Così ho ripiegato sull’istruttore di astronauti».
Qualche numero di questi “Martedì in Villa”?
«Facciamo 40 incontri all’anno, da settembre a giugno, a cui si aggiungono delle visite guidate e delle gite, come quella a Matera di due anni fa e quella in Molise. Quest’anno stiamo pensando di andare in Sardegna».
E come pubblico?
«Abbiamo un centinaio di affezionati, vengono sempre, sono il nostro zoccolo duro, poi abbiamo avuto anche 350 persone in occasione delle serate con Antonia Arslan, con Di Pietro, con altri ospiti, e in quel caso abbiamo dovuto spostarci in teatro. I numeri un po’ mi preoccupano, perché non vorrei rinunciare a tenere in villa questi appuntamenti».
E personaggi? Quanti inquesti anni?
«Non li ho contati, ma sono stati tanti. Abbiamo avuto grandi scrittori e abbiamo ospitato dei neolaureati: tutti sono stati eccezionali, tutti sono stati grandi».
Qualche ospite ha lasciato un ricordo particolare?
«Tutti hanno lasciato qualcosa. Tutti hanno lasciato la loro impronta. Ricordo ad esempio con piacere l’entusiasmo di Marta Ottaviani, che lavora per la Stampa e per l’Avvenire ed è esperta di Turchia e del Medio Oriente. Che dire poi del mio amico Alessandro Marzo Magno? Se non lo chiamo io per una serata è lui a chiamarmi per chiedermi quando viene».
Sarà un programma costoso con tutti questi personaggi che vengono a Trevignano.
«Per niente. Nessuno viene pagato, al massimo paghiamo il viaggio in treno e li ospitiamo se vengono da lontano. Diciamo che il compenso è costituito da un paio di bottiglie di Prosecco. E dal terzo tempo, perché al termine dell’incontro andiamo sempre a concludere la serata all’enoteca “da Schiavon” dove la fa da padrona la convivialità. D’altra parte non abbiamo risorse per poter pagare chi viene a parlare a Trevignano: qualcuno ci dà un 100 euro, il Comune ci mette a disposizione la villa e basta e quindi dobbiamo fare tutto col poco che abbiamo a disposizione».
C’è qualche chicca prossima tra questi incontri?
«Sono previsti degli importanti fuori programma, ma non posso dire in anticipo i nomi di queste persone per ragioni di sicurezza».—
Enzo Favero
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