Tornano gli scritti alla maturità, a Treviso scioperano gli studenti
Al presidio partecipa una quarantina di maturandi, provenienti da una dozzina di istituti. Domina lo slogan “Gli immaturi siete voi”. E spuntano cartelli dai toni eloquenti, bersaglio il Ministero dell’Istruzione

TREVISO. Ritornano gli scritti per la maturità 2022: studenti trevigiani in sciopero, stamane venerdì 4 febbraio la manifestazione in piazza Borsa. «Si dimenticano i due anni di Dad.
Tempistica sbagliata, ce l’hanno detto troppo tardi: di solito gli scritti si preparano da settembre», sbotta la Rete studenti medi Treviso.
Al presidio partecipa una quarantina di maturandi, provenienti da una dozzina di istituti. Domina lo slogan “Gli immaturi siete voi”.
E spuntano cartelli dai toni eloquenti, bersaglio il Ministero dell’Istruzione: “Siamo solo numeri”, “Abbiate la maturità di ammettere i vostri errori”. La bozza del prossimo esame, anticipata negli ultimi giorni, prevede due prove scritte, la prima “ministeriale” d’italiano (quindi uguale per tutti) e la seconda sulla materia d’indirizzo curata dalla commissione. Un ritorno (quasi) al passato, dopo che gli esami 2020 e 2021, per via dell’emergenza sanitaria, erano stati ridotti a un’unica prova orale.
Ma la Rete studenti medi è sul piede di guerra: «Scorretto pensare di proporre un esame in quel modo, dopo che abbiamo vissuto due anni di pandemia e Dad. Non si tiene conto dello stress, dell’impatto psicologico, della nostra salute mentale. Non voglio dire se fosse giusto fare almeno un scritto o riproporre l’orale come unica prova, di certo la tempistica è penalizzante. D
i solito, per i due scritti, ci si dovrebbe preparare da settembre. Noi invece l’apprendiamo solo ora, a febbraio.
E dopo che, inizialmente, si parlava di riproporre il maxi-orale, poi d’inserire al massimo lo scritto d’italiano. C’è la corsa per voler tornare alla normalità, ma mancano i presupposti».
In appoggio ai maturandi, non passa inosservato Mauro Visentin, segretario Cgil Treviso: «Serviva più attenzione, ricordando cosa hanno passato gli studenti dallo scoppio della pandemia. La Dad ha fatto esplodere le diseguaglianze: non tutti potevano contare sul computer, c’è chi seguiva la lezione attaccato al cellulare».
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