Terrorismo, allarme anche a Nordest

Castro rivela: segnalazioni precise dietro l’allarme di Sacconi, anche qui nuove Br, cellule dormienti e anarchici violenti
Un uomo impugna una pala durante gli scontri avvenuti ieri vicino alla Camera. L'individuo, che indossava un giubbotto color beige, non risulterebbe tra le persone fermate, secondo quanto si è appreso, durante gli scontri di ieri nel centro storico di Roma. La Procura, al riguardo, ha disposto le "opportune verifiche" per stabilirne l'identità. Nel frattempo, il procuratore aggiunto Pietro Saviotti e il sostituto Silvia Santucci, che indagano sui disordini, sono impegnati nello studio delle posizioni dei 26 indagati in vista dell'udienza del processo per direttissima che si terrà domani mattina a piazzale Clodio. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Un uomo impugna una pala durante gli scontri avvenuti ieri vicino alla Camera. L'individuo, che indossava un giubbotto color beige, non risulterebbe tra le persone fermate, secondo quanto si è appreso, durante gli scontri di ieri nel centro storico di Roma. La Procura, al riguardo, ha disposto le "opportune verifiche" per stabilirne l'identità. Nel frattempo, il procuratore aggiunto Pietro Saviotti e il sostituto Silvia Santucci, che indagano sui disordini, sono impegnati nello studio delle posizioni dei 26 indagati in vista dell'udienza del processo per direttissima che si terrà domani mattina a piazzale Clodio. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Non temo per me - sono molto protetto - ma per le persone a me vicine». Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, casa a Treviso e scortato dal 2001, lo aveva detto sabato pomeriggio, conversando con il nostro giornale. Una preoccupazione confermata dal suo «gemello politico» Maurizio Castro: «Troppi nelle fila dell’opposizione politica e sindacale stanno cedendo alla tentazione vile e distorsiva di additare la riforma del lavoro come atti di barbarie, assalti ai principi di civiltà giuridica, rigurgiti di oppressione classista». Una «personalizzazione» legata all’annunciata riforma della legge sui licenziamenti, voluta dall’Europa, che il governo si è impegnato a fare entro il prossimo mese di maggio.

Adesso Maurizio Castro, senatore vittoriese del Pdl, ex direttore delle relazioni sindacali del Gruppo Electrolux Zanussi, spiega e rivela le preoccupazioni del ministro (e le sue).

«Appare evidente che esiste un progetto insurrezionale legato alla Fai, la Federazione Anarchica Italiana, che vanta una struttura militare di alcune migliaia di persone in Italia: il 15 ottobre a Roma hanno cercato il morto. Contemporaneamente, nel paese esistono ancora cellule dormienti del neo brigatismo rosso. Tra questi due mondi, attualmente, non c’è contatto. Ma se, alimentata dal clima di tensione che inconsapevolmente qualcuno potrebbe accendere sulla riforma del lavoro, avvenisse una saldatura tra anarchici e neo brigatisti, io sarei preoccupato di un ritorno al clima di dieci anni fa». Quello che portò all’omicidio prima di Massimo D’Antona e poi di Marco Biagi, entrambi giuslavoristi al servizio di governi diversi. Maurizio Castro pensa in particolare alla possibilità di un gesto terroristico, magari non complesso, che prenda di mira «obiettivi non protetti», cioè non tutelati. «Penso ai giuristi che ci stanno dando una mano, al sindacalista che firma un accordo separato, a un’azienda dove si applica l’articolo 8». Ecco, questi sono a parere di Castro gli «obiettivi sensibili» che rischiano di pagare con un prezzo troppo alto l’impegno nella «modernizzazione delle relazioni industriali»: Maurizio Castro è sotto protezione dal 1992, quando un minaccioso striscione dei Nuclei comunisti combattenti fu ritrovato nello stabilimento di Susegana della Zanussi. Dopo un periodo di allentamento della protezione, è tornato sotto tutela dall’omicidio D’Antona nel 1999. E poi, dopo un nuovo allentamento nel 2007, è tornato ad essere protetto dal periodo del «collegato lavoro» nel 2010».

Daniele Ferrazza

Argomenti:terrorismo

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