Tentata evasione al carcere minorile di Rovigo: i protagonisti avevano già creato problemi al Santa Bona

La rivolta nella serata di sabato al Vivaldi. I ragazzi fino a tre mesi fa erano ospitati nell’ex struttura penitenziaria trevigiana

Il carcere minorile di Rovigo
Il carcere minorile di Rovigo

Una rivolta con un tentativo di fuga si è verificata nella serata di sabato nel nuovo carcere minorile "Vivaldi" di Rovigo, inaugurato tre mesi fa. Protagonisti cinque detenuti poco più che ventenni, quattro stranieri e un italiano. L'episodio è avvenuto intorno alle ore 19.

I cinque, dopo aver rotto vetri e danneggiato suppellettili, hanno cercato di scavalcare il muro di cinta della struttura. Le urla sono state sentite nel centro cittadino, che è stato "blindato" della forze dell'ordine. Il tentativo è stato bloccato dall'intervento degli agenti penitenziari, aiutati dal personale della Questura e dai carabinieri.
I cinque erano in precedenza detenuti al Minorile di Treviso, dove avevano già creato problemi. Sulla vicenda è intervenuto Gianpietro Pegoraro, della Cgil penitenziari: «Il problema di un carcere minorile in pieno centro città lo abbiamo sollevato subito, senza venire ascoltati. Una struttura pericolosa specie per la presenza di detenuti giovani adulti, fra i 20 e i 25 anni».

Il nuovo Istituto penitenziario minorile (Ipm) di Rovigo, situato al fianco del Palazzo di Giustizia, misura 7 mila metri quadri, di cui 4 mila destinati agli immobili e 3 mile alle aree esterne. Al momento vi sono ospitati 20 detenuti, a fronte di una capienza complessiva di 31 posti.

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