Telecamere di sicurezza scatta il nuovo piano

Poloni Montebelluna nuova recincione Barchessa Manin in restauro
Poloni Montebelluna nuova recincione Barchessa Manin in restauro

MONTEBELLUNA

In arrivo nove nuove telecamere Ocr per il rilevamento delle targhe, due telecamere che consentono l’analisi video e altre otto telecamere per coprire tre nuovi siti. Viene potenziato il sistema di videosorveglianza in città e immagini e le registrazioni saranno accessibili a polizia locale e carabinieri. I tre nuovi siti previsti dal progetto vedranno l’installazione di 8 nuove telecamere: 5 fisse munite di infrarossi per le riprese notturne saranno collocate nell'area esterna della Barchessa Manin, una telecamera controllerà invece il centro frazionale di San Gaetano e l'area esterna, altre due telecamere, collocate sui pali dell'illuminazione pubblica, vigileranno sull’ingresso del cimitero Monumentale di S. Maria in Colle e sull'area a parcheggio, per una visione di insieme dell’area cimiteriale. I nuovi siti saranno integrati nella rete dati esistente. Due telecamere fisse multi-ottica verranno installate in Corso Mazzini, all'altezza del municipio e del Viale della Stazione, mentre le 9 telecamere dotate di lettore targhe e telecamera di contesto verranno posizionate in via Montello, via Monte Grappa, viale Bertolini, via Caverzan, nella rotatoria di via Roma con via Sansovino e via Galilei e nella rotatoria di Piazza IV Novembre. Infine, in attuazione del protocollo di intesa tra Rfi, Comune di Montebelluna e Mom verranno collegate al server del comando di polizia locale anche venti telecamere già attive tra le 12 del sottopasso e le 5 nell'edificio della stazione che Rfi nel novembre scorso ha consegnato al Comune di Montebelluna. «L’operazione – il cui costo complessivo, compresa la sostituzione del server il software e le licenze, si aggira sui 150.000 euro - serve a migliorare la sicurezza in città non solo dal punto di vista della sorveglianza in senso stretto -spiega il comandante della polizia locale Stefano Milani- ma anche per permettere la condivisione delle immagini con le Forze dell’ordine». —

ENZO FAVERO

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